Roma Capitale

In Procura il Capodanno senza vigili

Clemente denuncia il «sabotaggio» e chiede gli elenchi degli assenti I sindacati rispondono e lo accusano di abuso di ufficio e danno erariale

Se non fosse stato per polizia e carabinieri, che hanno sopperito a (quasi) tutte le esigenze di mobilità, il Capodanno romano sarebbe stato un disastro. E ora la guerra fra i vigili e il capo del Corpo, Raffaele Clemente, finisce in Procura. Secondo i dati del Campidoglio, a fronte dei 1100 agenti di Polizia Locale necessari, in strada ci sono state appena 470 unità, distribuite su due turni. Insomma, fra i 230 e i 240 vigili al lavoro. Troppo pochi a fronte di quasi 1 milione di romani in giro fra concertone e feste private. E le assenze si sono fatte sentire, come a via XX Settembre, dove per ore nessuno ha messo in sicurezza una grossa macchia d’olio in mezzo alla strada; o in via del Gesù, dove è potuta intervenire una sola pattuglia a gestire il traffico in seguito all’incendio di 6 auto. A questo si è aggiunto il flop dei trasporti, con Metro A e B che dalle 20 in poi hanno fatto attendere i passeggeri anche 30 minuti. Ritardi spiegati dall’Atac per l’assenza di conducenti nel turno 23.30-2.30. Nello specifico, sui convogli della linea A - ha detto Atac - erano disponibili 7 conducenti sui 24 necessari. Per questo le corse sono state più lente dalle 23.30 fino a fine servizio. Ma per l’assessore ai Trasporti Improta «Nessun alibi. Broggi intervenga». Tornando ai vigili, le «assenze dell’ultima ora» sarebbero state 835, «motivate da malattia, donazione sangue, legge 104, legge 53 art. 19 ecc». L’83,5%, una diserzione totale. Anzi, un tentativo di «sabotaggio», secondo il Comandante, che ieri ha inviato una nota ai Gruppi municipali dove chiede l’elenco degli assenti per «ricostruire rigorosamente l’intera vicenda a favore delle autorità giudiziaria o di garanzia». Ma, a quanto pare, Clemente non sarà l’unico a rivolgersi alla magistratura. Al fine di chiamare a raccolta il maggior numero possibile di agenti, il Comando è ricorso all’istituto della reperibilità: gli sms sono arrivati praticamente a tutti i 6000 agenti del Corpo, ma solo in 75 hanno risposto presente. Tra l’altro, sarebbe stata utilizzata una lista non aggiornata, con messaggi giunti sui cellulari di vigili in pensione, trasferiti o addirittura defunti. Fatto sta che ora Cgil, Cisl, Uil, Csa e Diccap hanno intenzione di denunciare Clemente per «abuso d’ufficio, danno erariale e violazione dei diritti contrattuali», dato che la reperibilità «ha un costo e si può adottare solo in occasione di eventi eccezionali», cosa che probabilmente non è il Capodanno. Al di là delle ragioni della disputa, quanto accaduto la scorsa notte dimostra che la maggioranza degli agenti di Polizia Locale in questo momento non riconosce Raffaele Clemente come capo del Corpo. Certo, non aiutano i contrasti sulla rotazione territoriale in base alle norme anticorruzione e sul salario accessorio. Già oggi, in occasione di un incontro in Campidoglio, i rappresentanti sindacali chiederanno al vicesindaco Luigi Nieri le dimissioni del Comandante.

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