Ottanta furti, tentati o riusciti, sono stati denunciati alle forze dell’ordine solo nel quartiere Prati da metà settembre ad oggi. «Siamo assediati – lamentano i residenti -. Non possiamo allontanarci da casa che, con una velocità incredibile, distruggono inferriate e finestre per rubare ogni cosa gli capiti a tiro. E dire che fino a non troppo tempo fa questa zona sembrava inattaccabile». Entrano in pieno giorno, arrivando fino ai piani alti, cercano oro lasciando spesso i cellulari e non risparmiano nessuno. Neanche le suore. «Nell’istituto Sant’Angela Merici, al civico 149 di Circonvallazione Clodia, hanno forzato il cancello per rubare le biciclette degli studenti stranieri ospiti della struttura – spiega Piera Giovannini, responsabile dei servizi interni -. Hanno scelto, tuttavia, solo le migliori spaccando i lucchetti a cinque montain bike, caricate forse su un furgone». «Da me sono entrati tre volte in tre mesi – spiega Emanuele Rigantè, inquilino nel palazzo al civico 127 della stessa Circonvallazione Clodia -. Le prime due volte a distanza di una settimana, l’11 e il 19 settembre, l’altra quando ormai speravo di non dover più rifare il portone di casa, giovedì scorso. Non viviamo più, davvero: l’ultima volta mia moglie si è sentita male ed è dovuta venire l’ambulanza. Ci hanno portato via tutto, anche l’oro dei miei genitori. Se non trovano ciò che speravano, distruggono tutto: a settembre mi hanno rivoltato l’appartamento, avevo i mobili a terra. Quando poi sono andato a denunciare, sia i carabinieri di via Teulada che i poliziotti di Prati mi hanno confermato l’aumento indiscriminato dei furti in zona, soprattutto nella mia via che da piazzale Clodio arriva fino allo stadio Olimpico. Non rubano solo in casa, ma anche nei box a caccia di biciclette e motorini, in questo caso però durante le ore notturne». «Nel mio bar hanno provato ad entrare più volte nell’ultimo anno, distruggendo la vetrata – aggiunge Salvatore Nolè, proprietario dell’omonimo bar al 74c di Circonvallazione Clodia -. Prendono di mira anche il distributore delle sigarette, per questo mi sono dotato di un sistema di videosorveglianza collegato con le forze dell’ordine». Così, mentre i banditi fanno irruzione negli appartamenti e nei garage, i residenti tengono gli occhi aperti, lasciando a casa la paura. «Stavo tornando dal lavoro, pochi giorni fa, quando ho sorpreso due uomini impegnati a forzare il portone d’ingresso di un’abitazione nel mio stesso palazzo, al 131 di Circonvallazione Clodia – racconta Gabriele Mileto -. Non ho fatto neanche in tempo ad inseguirli che si sono dileguati». Stanchi e indignati i residenti puntano il dito contro il campo rom abusivo venuto su nella centralissima piazzale Clodio: «Dove un tempo si faceva il circo – dicono – oggi vivono 60 tra bulgari, serbi e romeni già noti alle forze dell’ordine. Refurtiva in quel campo ne è stata anche trovata. Eppure resta lì, nonostante i ripetuti controlli delle forze dell’ordine». «Non è più una questione di Tor Sapienza o Infernetto – commenta Ignazio Cozzoli, consigliere capitolino -. Non si è più sicuri neanche nel glorioso quartiere Prati, segno di quanto questa amministrazione stia facendo male».
Un furto al giorno, è la terra dei Diabolik
Terrorizzati i residenti: «Ci sentiamo assediati, non lasciamo casa. Contro questi ladri non c’è serratura che tenga»
