Roma Capitale

Coop. 29 Giugno «Stipendi in vista»

Un appalto revocato dal Dipartimento Servizi Sociali (il primo dall’esplosione dello scandalo) e oltre 300 lavoratori, su 1300, che rischiano di rimanere disoccupati dal 1 gennaio. È la preoccupante...

Un appalto revocato dal Dipartimento Servizi Sociali (il primo dall’esplosione dello scandalo) e oltre 300 lavoratori, su 1300, che rischiano di rimanere disoccupati dal 1 gennaio. È la preoccupante situazione occupazionale nella galassia di cooperative che fa capo alla 29 Giugno, l’azienda al centro dell’inchiesta su Mafia Capitale. Se l’Autorità Giudiziaria ha sbloccato i conti correnti dell’azienda, infatti, è arrivata invece la notizia della revoca dell’affidamento a Eriches 29 della gestione del centro per rifugiati e senza fissa dimora di Castelverde, condizione che determinerà la perdita. Qui vi trovano riparo 71 persone, fra cui 20 madri con bambini e 51 senzatetto. Tutti, in solidarietà con i dipendenti (una ventina), hanno annunciato che appena il provvedimento sarà ufficiale occuperanno lo stabile. Intanto ieri mattina si è svolto un sit-in davanti la sede della Prefettura di Roma, in via IV Novembre, a cui hanno partecipato circa 50 dipendenti della 29 Giugno. I lavoratori chiedevano un incontro con il prefetto Giuseppe Pecoraro per porre l’attenzione sui servizi nei centri per rifugiati politici. «Ci sono più di 300 persone - racconta Paolo Armillotta, sindacalista Usb - il cui contratto di lavoro scadrà alla mezzanotte del 31 dicembre. Oltre a trovarci nella paradossale situazione di dover interrompere il servizio notturno a metà, lasciando scoperti i presidi, non ci sono nemmeno rassicurazioni circa la continuità lavorativa a cui riteniamo di avere diritto». Durante l’incontro, Pecoraro avrebbe garantito la proroga dei servizi per «qualche settimana», in attesa del nuovo bando, ma solo per le strutture gestite direttamente dalla Prefettura. Tutti gli altri resteranno nel limbo: «Un quarto dei dipendenti della 29 Giugno - prosegue Armillotta - si trova in questa situazione a una settimana dalla scadenza dei contratti. Pretendiamo chiarezza, perché i lavoratori non possono pagare per chi ha sbagliato». Nonostante questo, i nuovi amministratori giudiziari della cooperativa cercano di rassicurare. In particolare, abbiamo contattato uno dei tre neo consiglieri, Davide Franco: «Mi sento di rassicurare i dipendenti, stiamo svolgendo un’attività che forse loro non percepiscono nell’immediato, ma lavoriamo, in accordo e sotto la supervisione della Procura, per garantire la piena continuità aziendale. A breve contiamo di poter partecipare a nuove gare di appalto». Ma Come detto, ci sono anche buone notizie per i lavoratori. Tra domani e il giorno 29, infatti, dovrebbe arrivare lo stipendio di novembre. «Dopo aver riottenuto la certificazione antimafia - rassicura ancora Davide Franco - e con l’ok del giudice delegato del Tribunale stiamo gradualmente sbloccando iconti correnti che ci servono per pagare gli stipendi ai dipendenti». Sembra essere in via di risoluzione, infine, la questione dei 180 addetti al portierato dell’Università Roma Tre: l’Ateneo ha assicurato ai rappresentanti sindacali che non vi sarà alcuna rescissione del contratto, nonostante il Consorzio Nazionale Servizi (la stazione appaltante di secondo livello) abbia inizialmente escluso la 29 Giugno «come atto dovuto». «Ci sono stati incontri con i vertici e abbiamo ottenuto subito la riammissione. Lo stesso stiamo facendo con gli altri consorzi», ha concluso Franco.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.