Roma Capitale

Mafia Capitale, Carminati resta in carcere

Il Riesame ha respinto la richiesta dei difensori. Confermata anche l'aggravante di associazione mafiosa. Intanto si indaga sul furto di un pc avvenuto qualche giorno fa

"Mafia Capitale" resta in carcere. Il tribunale del Riesame di Roma ha respinto la richiesta dei difensori di Massimo Carminati. L'ex terrorista dei Nar resta in cella. Confermata pure l'aggravante di associazione di tipo mafioso. Stessa accusa e stessa decisione per il suo presunto braccio destro Riccardo Brugia, per il manager Fabrizio Franco Testa e per il commercialista Roberto Lacopo. Il collegio, presieduto da Bruno Azzolini, ha confermato anche la misura del carcere nei confronti di Emilio Gammuto, che risponde solo del reato di corruzione aggravata, mentre ha concesso gli arresti domiciliari a Raffaele Bracci, indagato per usura. I difensori di Carminati, Bruno Giosuè e Ippolita Naso comunque non mollano: "Attendiamo le motivazioni del provvedimento e poi chiederemo alla Suprema Corte di dichiarare insussistente l'aggravante del metodo mafioso".     Il pc e i soldi. Nel frattempo la procura è al lavoro per capire se ci sia un nesso tra gli oltre 570 mila euro in contanti trovati nel cassetto di una scrivania e in una cassaforte a parete il 2 dicembre scorso dai carabinieri del Ros durante la perquisizione nell'abitazione di Claudio Turella, funzionario del Servizio Giardini del X Dipartimento di Roma Capitale, e il furto di un pc avvenuto tre giorni dopo proprio nello stabile che ospita gli uffici dove è inquadrato il dirigente pubblico. Turella, secondo gli inquirenti, è uno dei dirigenti pubblici al soldo di "Mafia Capitale". Nella loro informativa i carabinieri del Ros, in relazione al furto di una settimana fa, scrivono che "ignoti malfattori, dopo essersi introdotti abusivamente nella struttura ed aver rovistato tra i cassetti di parte della mobilia presente nei locali, si erano impossessati del notebook di proprietà di Claudio Zacchia, dipendente della Protezione civile del Comune di Roma. Dalle dichiarazioni rese dal personale dipendente dell'ufficio comunale, non risulta essere stato sottratto altro materiale di valore o documentazione di interesse".     Buzzi in Sardegna. Salvatore Buzzi, presidente della Cooperativa 29 giugno, è stato trasferito nel carcere nuorese di Badu 'e Carros. Il giorno del suo arresto, il 2 dicembre, Buzzi era stato recluso a Regina Coeli, quinta sezione. Il giorno dopo, mercoledì, riferiscono all'Adnkronos fonti qualificate, è stato trasferito nel penitenziario sardo, dove è recluso in regime di alta sicurezza.

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