Continua ad andare in bicicletta nonostante l'allarme sicurezza lanciato dal Prefetto. Scherza sulla scorta e ribadisce che "Roma non è una città di mafiosi". Dopo lo scandalo di Mafia Capitale, che ha travolto la città, il sindaco Ignazio Marino reagisce alle critiche, risponde alle accuse e alla richiesta di dimissioni, arrivata anche da Silvio Berlusconi. "Il leader di Forza Italia in questo momento sta scontando una pena ed è stato il presidente del Consiglio che, su richiesta del suo ministro degli Interni per provata presenza e controllo mafioso di un comune del Lazio, si rifiutò di procedere allo scioglimento di quel comune, il comune di Fondi". Lo dice ai microfoni di Rainews24. "È questo il pulpito - sottolinea - da cui io devo ascoltare delle prediche?". Poi sempre in tv dopo il piano Anticorruzione per scongiurare lo scioglimento del Comune annuncia l'arrivo degli ispettori in Comune: "Credo sarà necessario che gli ispettori vengano nei prossimi giorni. Ne ho già parlato con il prefetto Pecoraro e credo che nei prossimi giorni avremo un nuovo incontro ed è giusto che sia così". E aggiunge: "Se il prefetto dovesse ritenere necessario l'invio degli ispettori, noi apriremo loro le porte del Campidoglio, così come già fatto in passato. Ne parlerò con il prefetto nei prossimi giorni quando avremo un nuovo incontro". Il sindaco in bici: rischi sicurezza? Il Prefetto non è mio padre. "Il Prefetto non è il mio papà". Marino arriva in bici all'iniziativa organizzata dai Giovani democratici "Factory 365" e risponde così a chi gli sottolinea che il prefetto Pecoraro gli ha consigliato di non utilizzare la bici per motivi di sicurezza. "Ho visto che le persone erano molto contente di vedermi in giro per la città. Ho ricevuto tante parole di sostegno, di supporto, urla "Resisti, siamo tutti con te". Credo sia giusto farsi vedere nella normalità in una città che non è mafiosa ma che ha subito degli schiaffoni violenti da persone criminali", dice il sindaco. Grillo all'attacco: "Marino vada via". "Marino, non è un'offesa, ma solo una constatazione, lei ha la faccia come il culo. Va in televisione a raccontare la barzelletta che non ha avuto contatti con Salvatore Buzzi, e poi ci sono foto, che lo ritraggono insieme a lui. Quando uscirà dal Campidoglio, forse per ultimo se farà comodo a Renzie, si ricordi di spegnere la luce. Quella la riaccenderà il M5S dopo le prossime elezioni amministrative". Lo scrive, sul suo blog, Beppe Grillo. "In Italia oltre al rovesciamento della realtà, praticato in modo indefesso dai media e da Renzie, vige anche il rovesciamento delle responsabilità. Non è accusato chi ruba, ma chi vuole pulizia. Nel caso del sindaco pro tempore Marino - aggiunge - ovviamente deciderà la magistratura se è coinvolto nell'inchiesta Mafia Capitale, ma un sindaco che, come le tre scimmiette non vede, non parla e non sente mentre è circondato da delinquenti e corrotti e da un tanfo che neppure la Cloaca Massima che ci sta a fare in Campidoglio? Se non è colluso, allora è incapace. Tertium non datur. Alla richiesta del M5S di fare un passo indietro, Marino ha risposto in modo surreale: Anch'io mi sto convincendo con rammarico che il M5S non vuole assolutamente nessuna responsabilità e nessun impegno. E vuole fuggire da qualunque condizione che li metta nella situazione di prendere decisioni». Quindi la colpa adesso sarebbe nostra, del M5S che chiede pulizia, non del pd che doveva controllare e cacciare a pedate i corrotti, Quello stesso pd che ha salvato con il voto contrario all'utilizzo delle intercettazioni due parlamentari nei giorni scorsi".
Mafia a Roma, Marino: "Ispettori in Comune? Necessari"
Il primo cittadino annuncia un nuovo incontro con il prefetto. E continua a girare in bici per la Capitale: "Pecoraro non è mio padre" LEGGI ANCHE Il piano Anticorruzione del sindaco L'INTERVENTO Nuove regole per le coop
