Una maxi villa da 11 stanze a Monte Argentario con vista mozzafiato e vicinissima al mare. Un altro immobile di pregio a Roma. Una piccola porzione del patrimonio di un notaio romano, accusato dalla procura capitolina di aver sottratto al fisco - nel corso di tre anni - un milione e 515 mila euro. Gli inquirenti ne avevano ottenuto il sequestro dal gip ad aprile, adesso la Cassazione ha confermato il provvedimento respingendo il ricorso dei legali di Luigi D’Alessandro, il professionista che secondo il pm Fava avrebbe inserito passivi fittizi nelle dichiarazioni dei redditi 2010, 2011 e 2012. D’Alessandro, sempre secondo le accuse, per evadere le imposte, si sarebbe avvalso di fatture per operazioni inesistenti emesse da un’apposita società, S.T. Corporate, di fatto amministrata da lui. Dopo aver subito un accertamento tributario dall’Agenzia delle entrate nel marzo 2013, in cui gli erano state contestate le evasioni, avrebbe ceduto immobili (tra cui una casa alla Camilluccia e un complesso in zona san Lorenzo del valore di mercato di 3 milioni di euro), quote societarie e terreni alla figlia minorenne e alla sorella per sottrarli - dicono gli inquirenti - alla procedura di riscossione coattiva. In un primo tempo la Finanza aveva sequestrato una delle case romane del notaio, poi - per «pareggiare» l’evasione milionaria contestata - si è deciso di aggredire la splendida dimora toscana dell’Argentario, rifugio privilegiato del turismo vip. L’avvocato Fabrizio Merluzzi, legale del notaio, aveva contestato la qualità di «socio occulto» nella società Corporate (il cui rappresentante legale è indagato per concorso) attribuita dagli inquirenti a D’Alessandro. Aggiungendo che le disponibilità economiche di quest’ultimo, largamente superiori all’ammontare dell’evasione contestata, renderebbero superfluo il sequestro dei beni e che l’esistenza della villa all’Argentario era stata segnalata ai giudici del riesame dallo stesso indagato. Ma per la Cassazione gli estremi del provvedimento c’erano tutti: anche se per legittimare il sequestro per equivalente non servono specifiche esigenze cautelari, ma basta il cosiddetto «fumus criminis», in questo caso per i giudici esiste un «chiaro quadro indiziario».
Villa con 11 stanze all’Argentario, sigilli confermati
Una maxi villa da 11 stanze a Monte Argentario con vista mozzafiato e vicinissima al mare. Un altro immobile di pregio a Roma. Una piccola porzione del patrimonio di un notaio romano, accusato dalla...
