Roma Capitale

Caffè della Pace, dipendenti contro la chiusura

Damiana Verucci Protesta dei dipendenti del Caffè della Pace. Giovedì mattina saracinesche abbassate del noto locale dietro Piazza Navona, sfrattato dall'Istituto Santa Maria dell'Anima, che vuole...

Protesta dei dipendenti del Caffè della Pace. Giovedì mattina saracinesche abbassate del noto locale dietro Piazza Navona, sfrattato dall'Istituto Santa Maria dell'Anima, che vuole mettere a reddito l'intero palazzo per trasformarlo probabilmente in un albergo. L'altro ieri si è presentato l'ufficiale giudiziario e ai gestori, che da oltre cinquant'anni gestiscono il noto Caffè della Capitale, non è stato possibile far altro che prenderne atto. L'iter della chiusura è ufficialmente iniziato, ci potrà volere qualche settimana o al massimo qualche mese e i sigilli scatteranno. Ma i dipendenti non ci stanno. Hanno organizzato una protesta chiamando a raccolta clienti famosi come non, forse si incateneranno davanti al locale e non è escluso che la protesta possa spostarsi sotto la sede dell'Istituto che si trova in via dell'Anima. Al momento sono stati invitati a prendere parte alla protesta Massimo Lopez, Achille Bonito Oliva, Marina Ripa di Meana, Deborah Caprioglio e alcuni attori come Cesare Cunaccia, Giorgio Lupano, Claudia Potenza. A nulla sono serviti gli interventi e le rassciurazioni della politica, dalla presidente del I Municipio Sabrina Alfonsi, all'assessore al commercio, Marta Leonori. Anche la raccolta firme, consegnate i al sindaco Marino, organizzata dalla Lupe Roma e dall'Associazione Botteghe Storiche della Cna, non ha sortito gli effetti sperati. La proprietà non ha indietreggiato sulla decisione riguardo lo sfratto non accettando neanche l’offerta di un aumento del canone. Ora i gestori, la famiglia Serafini, teme anche per il destino del ristorante che si trova di fronte al Caffè, anche questo dell'Istituto. I dipendenti di entrambi i locali si sono uniti per far fronte comune alla protesta. « Ci saremo anche noi a manifestare solidarietà », dice Giulia Anticoli presidente Botteghe Storiche Cna. «Nonostante promesse e dichiarazioni della politica il locale chiude e un altro pezzo di Roma scomparirà» fa eco Fabio Mina presidente Lupe Roma.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.