Roma Capitale

«Volevo calmarli e mi hanno sparato»

A Frascati un incensurato di 45 anni va in ospedale e racconta l’incubo Investigatori cauti sulle ipotesi dell’aggressione. È la terza vittima in 72 ore

Un altro gambizzato. Il terzo in tre giorni. È una sequela di sangue quella che travolge la Capitale e il suo hinterland. Stavolta, ieri mattina intorno alle 10, la vittima è andata da sola a farsi medicare all’ospedale di Frascati, dove poi i sanitari hanno avvisato i carabinieri della vicina Compagnia. La storia che l’uomo, 45 anni, incensurato, avrebbe raccontato ai militari ha una trama diversa rispetto a quella che di solito intesse queste vicende. Lui non era il bersaglio prescelto dell’agguato, ma è stata la persona "sbagliata" che si è trovata nel luogo e con le persone "sbagliate". Un incontro che sembra del tutto casuale. «Sono intervenuto per sedare una lite tra due uomini - avrebbe detto agli investigatori - due sconosciuti, e sono stato ferito di striscio alla coscia destra da un colpo di pistola sparato da uno che all’improvviso ha afferrato l’arma e ha premuto il grilletto». Il fatto è accaduto in zona Vermicino, a ridosso del comune dei Castelli, sulla strada che si è obbligati a fare per raggiungere il centro fraschatano. Sul posto non ci sarebbero telecamere di sicurezza né altri dispositivi che possano consentire ai carabinieri di vedere le immagini dell’aggressione e stabilire se combaciano tutti i tasselli della vicenda. In pratica, la versione fornita dalla vittima al momento non è verificabile. I militari hanno pochi elementi per mettere in dubbio quello che è stato detto e non hanno indizi per ipotizzare una diversa versione dei fatti. Di certo, però, in teoria l’incensurato può essere in grado di identificare i due, di fornire una descrizione accurata che possa aiutare i carabinieri a venire a capo di questa storia. Si tratta per sempre di un’aggressione a mano armata, di un ferimento volontario, tanto quanto basta per sollecitare un accertamento più approfondito. Se la vittima ha raccontato il vero i due appaiono soggetti pericolosi e senza scrupoli, in grado di premere il grilletto con chi infila il naso nei loro affari, anche se a fin di bene. Almeno questo sembra l’identikit di uno dei litiganti. Il mistero è appena iniziato. E non è l’unico giallo sul tavolo degli investigatori. L’altro ieri mattina, a via Achille Verdunni, in zona La Rustica, uno sconosciuto col volto travisato dal casco da motociclista, è entrato nel Gran Caffè Centrale e davanti a tutti ha sparato al titolare, Mauro Cardinale, 49 anni, con due colpi di pistola semiautomatica. I proiettili sono andati a segno e uno ha addirittura spezzato l’osso dall’arto. L’uomo è stato soccorso dall’ambulanza del 118 e trasportato al policlinico Casilino. Il giorno prima ancora un’altra scena a bruciapelo. È accaduto nel pomeriggio nelle case popolari di via dell’Archeologia, a Tor Bella Monaca. Feriti padre e figlio: il primo alla coscia, il secondo, sedicenne, sull’arcata sopraccigliare colpito con il calcio della pistola. Ricercato un trentenne.

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