Le manutenzioni dei binari sono ferme e la Metro B va al rallentatore. Lo stop al servizio operato dalla società Acmer, che vanta oltre 2 milioni di euro di crediti nei confronti di Atac ha già portato i suoi effetti negativi al trasporto pubblico cittadino. Nei tratti fra le fermate di Laurentina ed Eur Fermi e fra Castro Pretorio e Termini, infatti, i macchinisti sono tenuti a non superare i 20 km/h di legge. Questo perché la sede ferroviaria avrebbe bisogno della sistemazione di nuove traversine, che tuttavia al momento nessuno può andare a montare. Non solo. Già da alcuni mesi gli utenti della linea B hanno notato come i tempi di percorrenza si siano allungati, questo non solo a causa dello scambio con il tronchetto della B: in molti tratti esiste un limite di velocità di 50 km/h, per treni che normalmente dovrebbero procedere a 80 km/h. È bene sempre sottolineare come questi inconvenienti non mettano a rischio la sicurezza delle vetture e, di conseguenza, dei passeggeri. Tantissimi, invece, sono i disagi e i ritardi su una linea frequentatissima. Il problema per il momento riguarda la linea B, ma potenzialmente interessa tutto il trasporto su ferro gestito da Atac, comprese la linea A e la nuovissima linea C. Ieri ci sono stati forti rallentamenti anche sulla Roma-Lido, ma pare che questi siano dovuti a problemi relativi ai convogli e non ai binari. La società Acmer ha deciso di fermare il servizio manutenzioni in virtù del forte credito vantato nei confronti di Atac. Con la municipalizzata, in realtà, l’ad Antonio Imperatore aveva concordato un dettagliato piano di rientro che per il momento è rimasto congelato, dopo del pignoramento dei conti subito sempre da Atac in relazione il decreto ingiuntivo di 77 milioni di euro presentato da Roma Tpl. Parliamo del consorzio che gestisce le linee periferiche su gomma, che sta facendo valere in questi giorni un contenzioso relativo a un lodo arbitrale del 2009, disconosciuto sia da Atac che da Roma Capitale. Proprio la situazione di Atac, in queste ore, è al centro della discussione sul bilancio di assestamento in Campidoglio. In qualche modo, l’assessore capitolino al Bilancio, Silvia Scozzese, sarebbe riuscita a trovare circa 51 milioni di euro per salvare la municipalizzata. Purtroppo, però, a pagare sarebbero ancora una volta tutti gli altri servizi, visto che la maggior parte dei soldi sono stati recuperati dal taglio agli assessorati (già messi fortemente a dura prova nei mesi scorsi). Nella speranza che l’udienza del 19 novembre al Tribunale Civile vada come sperano gli Avvocati capitolini, ovvero con il trasferimento della voce di debito da Atac a Roma Capitale, come da decreto di Giunta approvato nei giorni scorsi.
Manutenzione ferma, treni lumaca
È l’effetto del debito di due milioni dall’Atac con la società Acmer
