«Se hanno cancellato le multe al sindaco, allora dovevano toglierle anche a noi». Sono già decine le persone che stanno in queste ore cercando nei cassetti quelle vecchie e maledette contravvenzioni pagate per essere stati "pizzicati" dalle telecamere della Ztl con il permesso appena scaduto. Soprattutto i cittadini residenti nel centro storico della Capitale, come Ignazio Marino, che hanno pagato ogni multa in fila alle Poste per aver dimenticato la data di scadenza del proprio "pass". La Panda rossa del primo cittadino, ricordiamo, ne ha prese 8 a partire dal 24 giugno, data di scadenza del suo "abbonamento", fino al 21 agosto, quando è stato riattivato l’annuale. La prima è datata 26 giugno, le ultime due 25 luglio. L’AUTOTUTELA «Tutti i verbali del sindaco - confermano ancora una volta dal Campidoglio - sono finite sotto la dicitura (Ric) grazie alla procedura di autotutela», che scatterebbe, come hanno spiegato i tecnici capitolini «in ragione di un ritardo amministrativo e che, in caso di violazione, blocca il perfezionamento dell’iter sanzionatorio». Secondo fonti non ufficiali, invece, quattro delle otto multe avrebbero raggiunto l’ufficio notifiche. Solo ad agosto, Marino si sarebbe accorto di avere il permesso scaduto e avrebbe chiesto ai suoi di provvedere al rinnovo del permesso. Da qui, il papocchio. Alla data del 12 agosto, infatti, nel "cervellone" dell’ufficio multe sarebbe comparso un permesso provvisorio (in virtù della carica di "sindaco dei comuni d’Italia"), in attesa di quello definitivo, richiesto solo il 18 e attivato il 21 dello stesso mese, così come riportato dal tagliandino esposto sulla Panda Rossa, con scadenza 21 agosto 2015. Il sindaco, dunque, avrebbe beneficiato, attraverso il meccanismo dell’autotutela, di un permesso provvisorio. Domanda: ma ai comuni cittadini in fila negli uffici dell’Agenzia della Mobilità in piazzale degli Archivi, all’Eur, gli addetti hanno mai proposto una soluzione simile a quella scelta per Marino? La risposta, ai comuni romani, è sempra stata una ed una sola: pagate le multe o fate ricorso al Prefetto. RETROATTIVITÀ Poi c’è il giallo della retroattività del meccanismo di autotutela, che avrebbe, secondo fonti non ufficiali, messo "in attesa" del rinnovo, le sanzioni non ancora notificate. Domanda delle domande: ma se po’ fa? detto proprio alla romana. Perché se così fosse, il nuovo permesso del sindaco non dovrebbe scadere il 21 agosto 2015, come riportato sull’auto, ma il 24 giugno 2015. Qui, dunque, bisogna fare chiarezza, altrimenti vorrebbe dire che al primo cittadino non solo sono state abbonate le contravvenzioni, ma gli sono stati concessi due mesi di permesso in più. Ai cittadini normali, invece, pagate le multe, il nuovo permesso decorre dalla data del rinnovo. DOSSIER FALSO? Del caso, dopo la denuncia di Ignazio Marino, se ne occupano i carabinieri, che avrebbero già sentito alcuni tecnici del Comune per capire se le accuse del primo cittadino siano o meno fondate. Il sindaco ha mostrato due documenti estratti dal data base capitolino. Il primo, datato 6 novembre, riporta una finestra in cui, sotto la dicitura «lista bianca», compare il permesso provvisorio valido dal 24 giugno (data di scadenza del vecchio permesso annuale) al 31 ottobre, con data di aggiornamento, 12 agosto. Quindi è retrodatato. Da un secondo documento dell’8 novembre, invece, il permesso temporaneo sparisce con tutta la "lista bianca". Marino, gridando al complotto, ha accusato ignoti di essersi «introdotti nel database, di averlo manipolato falsificando i documenti». I militari ora devono scoprire chi è stato e se si tratta davvero di un’azione fatta per screditare la credibilità di Marino.
«Ora tolgano le multe anche a noi»
Cittadini e residenti del centro vogliono lo stesso trattamento del sindaco Marino. Giallo sul permesso Ztl retrodatato. Quattro verbali fermi all’ufficio notifiche
