Più si cerca di far luce sul giallo delle multe "cancellate" alla Panda rossa del sindaco Ignazio Marino e più s’infittisce. Le spiegazioni del Campidoglio non convincono, i conti non tornano. Poi Marino cala il due di picche: un permesso provvisorio valido però solo per dieci giorni, dal 12 al 21 agosto. Ma andiamo con ordine. L’utilitaria pizzicata dalle telecamere della Ztl - per otto volte tra il 24 giugno di quest’anno e il 21 agosto - a gironzolare dentro e fuori dalla zona a traffico limitato senza permesso, avrebbe beneficiato del meccanismo dell’autotutela. Ma cos’è quest’autotutela? Ne possono beneficiare anche gli altri cittadini? Dall’ufficio Multe dicono di sì. Dicesi autotutela - spiegano dal Campidoglio - quella «procedura informatica che, in ragione di un ritardo amministrativo, in caso di violazione blocca il perfezionamento dell’iter sanzionatorio». Nel caso specifico del "pandino" di Marino, «i passaggi registrati dalle telecamere non sono ascrivibili ad una perdita di requisiti (leggi permesso Ztl, ndr) da parte del titolare del veicolo». Eppure, quattro delle 8 multe sarebbero state notificate al primo cittadino. Le avrà pagate? Vogliamo credere di sì. Tentiamo ora di ricostruire come siano andate le cose partendo dalla probabile dimenticanza del sindaco o di chi per lui avrebbe dovuto ricordarsi di rinnovare il permesso per poter entrare e parcheggiare in centro storico, dove Marino è residente insieme alla sua famiglia. Il 24 giugno 2014 scadeva il permesso. Dopo qualche settimana gli vengono recapitate le multe. «Ma come è possibile?», si sarà chiesto. Chiama allora i suoi per ottenere un nuovo "pass" e scatta il procedimento di autotutela. Il 18 agosto viene richiesto il permesso, il 21 dello stesso mese l’agenzia per la Mobilità lo concede. Sul tagliando appiccicato al vetro della Panda oggi si legge: «rilasciato il 21/08/2014, valido fino al 21/08/2015». Eppure, all’ufficio Multe di Roma Capitale, sarebbero pronti a giurare che nonostante il tagliandino riporti la scadenza ad agosto, in verità il nuovo permesso del sindaco sia valido solo fino al 24 giugno 2015. Un vigile urbano che dovesse sanzionare l’auto, questo però non potrebbe certo saperlo, visto che sul permesso esposto è riportata un’altra data di scadenza. E qui starebbe l’inghippo. Il dubbio sollevato dal senatore Andrea Augello, che ha presentato in aula un’interrogazione sul caso, resta: non è che il buco di due mesi in cui la Panda è entrata e uscita dalla Ztl senza permessi sia stato «sanato», e quattro delle otto multe cancellate? Tutti ipotesi, ricordiamo. Ma tornando all’autotutela, viene da chiedersi: se vale per il primo cittadino, vale anche per l’ultimo? Poniamo un caso analogo a quello che avrebbe interessato il sindaco. In presenza di un mancato rinnovo del permesso le telecamere che registrano il passaggio di un veicolo non più autorizzato inviano i dati per dare il via all’iter di notifica e al recapito dell’atto per posta. L’utente paga la multa e rinnova il permesso facendo scattare l’autotutela, che "parcheggerebbe" eventuali ulteriori verbali non ancora notificati relativi a passaggi effettuati nel periodo compreso tra la scadenza e il rinnovo. Come nel caso di Marino, i quattro verbali "in eccesso" verrebbero poi automaticamente annullati, come se il permesso fosse stato rinnovato a scadenza invece che due mesi dopo. Il suo permesso dovrebbe dunque scadere il 24 giugno del 2015, e non, come scritto sul tagliandino, il 21 agosto 2015. Tutti i romani sanno però che il loro permesso è valido per un anno dalla data di rinnovo, scritta sul tagliandino. Perché per Marino dovrebbe essere differente? Come si colma quel «buco» di due mesi? A complicare la situazione ci ha pensato ieri proprio il sindaco, denunciando «la sparizione del permesso a circolare nel periodo tra giugno e agosto». Un permesso provvisorio, si legge nelle carte, valido a partire dal 12 agosto e fino al 21 agosto, quando viene rilasciato il nuovo "pass" definitivo. Ma in verità non si tratterebbe proprio di un permesso provvisorio. Non si può toccare. Può vederlo e leggerlo solo il "cervellone" dell’Agenzia per la Mobilità seguendo la procedura di autotutela. Ora il sindaco parla di «manipolazione dei miei dati» e il giallo che in questi giorni sta facendo tremare il Campidoglio diventa sempre più fitto. Ma soprattutto: anche i comuni romani ne hanno diritto in caso di dimenticanza?
Il permesso provvisorio c’è. Ma è valido solo per 10 giorni
Ecco tutti i nodi del papocchio delle sanzioni «invisibili»
