Centinaia di persone hanno risposto all'appello lanciato dalla famiglia Cucchi e dall'associazione Acad, ed hanno affollato piazza Indipendenza per partecipare alla manifestazione «Accendiamo la verità». Fiaccole a tutti i partecipanti, tra i quali anche molte famiglie con bambini, per illuminare simbolicamente la concentrazione. Oltre a Stefano Cucchi un grande striscione ricorda altre presunte vittime della malagiustizia, tra i quali Federico Aldrovandi, Giuseppe Uva, Gabriele Sandri e Domenico Budroni. La famiglia: "Andremo avanti". "Finalmente si è aperto uno spiraglio e noi andremo avanti - dice Rita Calore, mamma di Stefano - Come ho sempre detto, Stefano è morto dentro quattro mura dello Stato". "La sentenza di secondo grado ci ha detto che non è successo nulla, ma Stefano è morto - dice il padre di Stefano, Giovanni Cucchi - Abbiamo visto molta disponibilità e serenità da parte del procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone. E su di lui facciamo molto affidamento. La società civile è indignata per la sentenza di Appello - ha proseguito - Le perizie medico legali vanno riviste. C'è bisogno di mettere in luce gli aspetti giusti. Il nesso causale tra le percosse subite da Stefano e la sua morte deve essere preso in considerazione. Come si fa a dire che un ragazzo sano è morto in quattro giorni di malattia?". "Andremo avanti" dice Ilaria Cucchi, la sorella del geometra morto nel 2009 una settimana dopo l'arresto. "È stato un processo impostato per arrivare al punto in cui siamo arrivati. È partito in maniera sbagliata ed è andato avanti anche peggio. Oggi, dopo due sentenze è stato riconosciuto il pestaggio. Il problema è che lo Stato non ha avuto il coraggio di indagare su quel pestaggio. Ho criticato per cinque anni le indagini e il loro risultato, ora, è sotto gli occhi di tutti".
Cucchi, in centinaia alla fiaccolata per accendere la verità
La manifestazione organizzata dalla famiglia davanti al Csm dopo la sentenza di appello che ha assolto tutti. La sorella Ilaria: "Andremo avanti"
