Roma Capitale

Tra ristoratori e burocrazia vince il caos

Nuovi piani di massima occupabilità, vecchie regole e furbetti: così muoiono gli esercenti

Piani approvati, piani a da approvare, Sovrintendenza che stabilisce quando e se gli esercenti possono mettere tavolini e ombrelloni fuori dai locali, anche quando Comune e Municipio non hanno ancora deciso cosa ne sarà degli arredi di quella via o piazza. Così molto spesso capita che su una stessa strada un locale ha i tavoli perché gode di un "vecchio "titolo, un altro no perché ha richiesto una nuova concessione o ha chiesto un cambio di società. A proposito degli arredi, quelli previsti dal regolamento comunale a volte non sono compatibili con i nuovi spazi assegnati dai piani. Con il risultato che anche chi vuole mettersi in regola non sa come fare. E le coperture laterali per riparare i clienti dal freddo e dalla pioggia? Vanno bene di ferro, alte, basse, con il vetro trasparente o senza? Anzi, no. La Sovrintendenza adesso vorrebbe eliminarle, almeno dalle piazze storiche. E gli esercenti che già le hanno messe come previsto dal protocollo firmato con l’amministrazione Alemanno, si arrangiano? Insomma, il caos regna sovrano e vigili urbani ci sguazzano. Una piazza la controllano, un’altra no, qui rimuovono i tavoli tre volte la settimana, là non sono mai neanche mai passati a controllare. Così, ancora una volta, ci sono esercenti che fanno come vogliono, altri il cui solo passo falso può costare caro. Come nel caso di Tor Millina. Esasperati i vigili, esasperati i ristoratori, è bastata una rimozione un po’ "forzata" per far scattare la rissa con tanto di denunce e controdenunce. E il Campidoglio? Sta lavorando per riscrivere la delibera 75 che regola il settore somministrazione, mentre gli esercenti naufragano nel mare della burocrazia.

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