Roma Capitale

I senatori sfrattano Marino: "Via la Panda da Palazzo Madama"

Dopo aver subito alcuni atti vandalici alla sua vettura, il sindaco di Roma parcheggia negli spazi bianchi del Senato. 30 parlamentari chiedono di porre fine al privilegio

La Panda della discordia scatena ancora polemiche contro Marino. Dopo la protesta dei giovani Ncd del 3 ottobre scorso - indignati per il fatto che il sindaco di Roma, dopo aver aumentato le tariffe per la sosta nelle strisce blu e quelle per i permessi di accesso ai varchi ztl, continui a parcheggiare la sua vettura rossa nel parcheggio del Senato - sono adesso gli inquilini legittimi di Palazzo Madama a ribellarsi contro il privilegio del sindaco. In una lettera, inviata al presidente Grasso, 30 senatori hanno messo nero su bianco una denuncia trasversale, firmata appartenenti ai gruppi di Ncd, Fi, Movimento Cinque Stelle, Sel, Lega, Popolari per l'Italia, Scelta Civica. Nella lettera i parlamentari chiedono a Grasso di «riconsiderare l'autorizzazione concessa al sindaco di Roma, Ignazio Marino, a parcheggiare la propria autovettura nell'area riservata alla sosta delle auto dei senatori in carica». Un permesso, che come spiegano i senatori nella missiva è stato concesso «per favorire il parcheggio in un'area sorvegliata, dopo che la vettura di Marino aveva subito per mano di ignoti danneggiamenti». Marino abita vicino al Pantheon e lascia la sua auto privata in piazza San Luigi dei Francesi, proprio davanti all’omonima chiesa. L’area è delimitata dalle barriere mobili che vengono azionate dagli addetti alla sicurezza del Senato ogni qual volta qualcuno entra ed esce con la propria auto. Il sindaco è dotato di un permesso di ztl rinnovato ad agosto della durata di un anno, intestato a «Roma Capitale-On.le Sindaco» e come «utilizzatore» Ignazio Marino. Il primo cittadino, infatti, è titolare del permesso, così come i consiglieri capitolini e gli assessori che devono recarsi al lavoro ogni giorno in Campidoglio. Permesso che da anni viene concesso gratuitamente, come nel caso dei consiglieri in cui sono i gruppi consiliari a pagare. I senatori firmatari della lettera fanno notare al presidente del Senato che «il regolamento consente agli stessi senatori di usufruire del parcheggio soltanto negli orari di apertura degli uffici, al di fuori dei quali non è concesso prolungare la sosta». Mentre Marino sosta h24. La concessione del privilegio risulta «incomprensibile ed impopolare, in una città in cui sono appena state abolite molte agevolazioni sulla sosta tariffaria con un inevitabile aggravio degli oneri a carico dei cittadini».

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