Una lenta cerimonia degli addii per il rettore uscente della Sapienza Luigi Frati che dopo aver abbracciato il suo successore Eugenio Gaudio il 3 ottobre scorso e celebrato il tradizionale scambio della cravatta e della spilla, il 10 ottobre ha inviato una lettera ai docenti dell’ateneo sul tema del riparto dei fondi nazionali destinati alle università. È un grido d’allarme sulle problematiche che ancora imbrigliano l’ateneo più grande d’Europa ma anche un testamento nel quale s’individuano le probabili direttive per poterle affrontare. I nodi sono: troppi docenti e ricercatori inattivi, un esercito di studenti fuori corso, politica di reclutamento inadeguata. Che si può fare? «Il Miur - scrive Frati - ha trasmesso alla Conferenza dei Rettori lo schema del decreto di riparto del Fondo di Finanziamento Ordinario 2014. Il decreto prevede 5.085.720.674 euro della "quota base" così distribuiti: per il 20% in relazione al costo standard di formazione per studente in corsò (quota percentuale che sarà gradatamente aumentata); per l'80% essenzialmente in relazione alla quota base 2013 del singolo Ateneo. Il decreto prevede inoltre 1.215.000.000 euro (il 18% del totale) ripartiti nel 70% in base ai risultati VQR-qualità della ricerca 2004-2010, il 20% in base alle politiche di reclutamento, il 10% in base ai risultati della didattica con specifico riferimento alla componente internazionale». La quota premiale verrà gradatamente elevata sino al 30% Per la Sapienza inciderà, a risorse costanti, per circa 150 milioni di euro, con il relativo finanziamento che potrà aumentare o diminuire in relazione ai risultati in ricerca e didattica. «La prossima VQR inciderà sui finanziamenti 2016 e seguenti e sarà effettuata riguardo alla produttività scientifica 2010-2014 - spiega Frati – si richiamano pertanto tutti i Colleghi e i Direttori di struttura (Facoltà e Dipartimenti) a verificare sin d'ora la produttività scientifica minima di ciascun docente ». Per quanto riguarda la didattica, secondo il rettore uscente, «è necessario eliminare i fattori che ritardano il compimento di un buon curriculum formativo e/o il mancato rispetto dei più elementari diritti degli studenti; il piano delle lezioni che si risolve in realtà nella disorganizzazione degli orari; appelli degli esami sovrapposti; esami con commissioni con sostituti e non con i titolari ; assegnazione delle tesi di laurea ben oltre il mese dalla richiesta». Il consiglio di Frati aipresidenti di struttura didattica, direttori di dipartimento e presidi «a vigilare attivamente per il rispetto delle procedure, così da garantire efficacia e organizzazione della didattica nell'interesse degli studenti».
Il «testamento» di Frati: datevi da fare
Poca ricerca, troppi insegnanti inattivi e studenti fuori corso