Roma Capitale

Trovata in cucina in una pozza di sangue

Anziana uccisa a Setteville: sul corpo i segni di una ventina di coltellate Il cadavere scoperto dal figlio, interrogato insieme con altri familiari

SETTEVILLE È ancora avvolto nel mistero il caso della donna di settantaquattro anni trovata morta ieri pomeriggio nella sua abitazione in via Monti, nel quartiere di Setteville di Guidonia. A scoprire il corpo della vittima, Rosina Raffaele, vedova che viveva da sola, faceva la sarta in casa e aveva due nipoti, uno dei tre figli preoccupato perché la madre non rispondeva al telefono. Stando alle prime notizie nella cucina dove è stata ritrovata riversa in una pozza di sangue, sparso anche sui muri della stanza, c'era un coltello mentre sul cadavere ci sono una ventina di ferite, alcune delle quali all'addome. L'uomo avrebbe aperto con le proprie chiavi la porta dell'appartamento, che si trova al piano terra di una palazzina che si affaccia direttamente sulla strada verso le 16.30, dopo aver provato a contattare più volte la madre senza successo. Una volta entrato in casa si è trovato di fronte la terribile scena e ha dato immediatamente l'allarme che ha portato all'intervento delle forze dell'ordine. Nell’abitazione non ci sono segni di effrazione che avrebbero potuto far pensare ad un tentativo di furto finito male. Sul posto sono intervenuti la squadra mobile di Roma e gli agenti del commissariato di Tivoli, oltre alla Polizia scientifica che ha effettuato i rilievi, mentre sono state aperte le indagini per omicidio. Subito dopo sono partiti i primi interrogatori che hanno riguardato tutti i familiari e le persone più vicine alla donna, proseguiti per tutto il pomeriggio, a cominciare dal figlio che ha scoperto il cadavere. Nel condominio le luci delle abitazioni sono rimaste accese fino a tarda notte, tra lo sconcerto dei vicini di casa e dei parenti ancora increduli per l'accaduto e in cerca di una spiegazione plausibile. «Era una bella donna, viveva da sola, non ci posso credere» raccontano tra le lacrime gli amici e i conoscenti arrivati alla spicciolata appena appresa la notizia. «Non è possibile, fatemi vedere cosa è successo, fatemi entrare» aggiunge un'altra donna cercando di farsi spazio tra la folla ammutolita rimasta per ore accalcata di fronte al portone del palazzo in cerca di una risposta. Dalle finestre che si affacciano lungo la strada della periferia vicinissima alla Capitale si intravedono i mobili della casa, una vecchia macchina da cucire, un tavolo da pranzo e un vaso di fiori, la tragedia invece si è consumata qualche passo più in là. La finestra del luogo del delitto, invece, è rimasta serrata per permettete agli agenti di svolgere il proprio lavoro. Dal piano di sopra i vicini si sono affacciati più volte, visibilmente scossi per quanto accaduto accanto a loro. Per ora le domande però restano senza risposta.

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