Roma Capitale

La caserma De Carolis apre agli immigrati

CIVITAVECCHIA Già a luglio si iniziò a vociferare della possibile riapertura delle porte della ex caserma De Carolis per ospitare, come avvenne nel 2011, i migranti. L’emergenza di oggi, l’Agenzia...

CIVITAVECCHIA Già a luglio si iniziò a vociferare della possibile riapertura delle porte della ex caserma De Carolis per ospitare, come avvenne nel 2011, i migranti. L’emergenza di oggi, l’Agenzia del Demanio che ha dato il diniego al trasferimento della struttura di via Braccianese Claudia al Comune ed infine la telefonata del prefetto Mario Morcone, capo del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'Interno, al sindaco Antonio Cozzolino, confermano quelle che erano delle indiscrezioni. La caserma sarà nuovamente trasformata in un centro di prima accoglienza. Si parla inizialmente di circa 250 migranti, che rimarranno al massimo per due mesi ciascuno nella struttura civitavecchiese che, ad oggi, è però fatiscente. «Abbiamo solo ricevuto una prima telefonata informale - ha spiegato il primo cittadino - e ci sono ancora da definire tempi e dettagli dell'operazione. Come amministrazione locale noi non abbiamo potere per eventualmente opporci a questa decisione ma possiamo e dobbiamo pretendere il massimo rispetto della legalità e delle condizioni di igiene e sicurezza per i nostri concittadini in primis ma anche per i migranti stessi. È ancora fresco nei ricordi degli abitanti di Civitavecchia lo scempio che fu compiuto nel recente passato con migranti allo sbando in una struttura fatiscente tutto tranne che accogliente». Motivo per il quale l'amministrazione comunale pretenderà che innanzitutto la caserma venga messa nelle condizioni idonee per divenire un centro di prima accoglienza dotato dei servizi necessari «ed inoltre - ha aggiunto Cozzolino - che i fondi destinati dal Governo a questa emergenza siano gestiti dal Comune in modo da poter essere a disposizione delle aziende locali in modo da poter controllare l'organizzazione del centro».

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