Si sono presentati in piazza del Campidoglio per rivendicare il diritto a lavorare senza rischi per la loro incolumità. Circa 70 autisti delle linee di superficie di Atac, sotto la sigla del sindacato Cambia-Menti di Micaela Quintavalle, ieri mattina hanno rinnovato a gran voce la richiesta all’amministrazione comunale di dotare i mezzi pubblici dei necessari sistemi di sicurezza per sfuggire, per quanto possibile, alle aggressioni cui i conducenti sono soggetti specialmente in periferia. A scatenare la rabbia degli autisti sono stati recenti fatti di cronaca, di cui il più grave avvenuto una decina di giorni fa a Corcolle, con l’assalto al bus 042 da parte di un nutrito gruppo di rifugiati politici. «Nel corso degli ultimi 12 mesi ci sono state ben 180 aggressioni», ha affermato Quintavalle, ribadendo la richiesta principale per cui i lavoratori sono scesi in piazza: «La richiesta minima è quella di installare cabine blindate in tutti i mezzi – ha detto – Ma le nostre proposte riguardano anche la presenza del bigliettaio e un collegamento diretto con le forze dell’ordine. In alcuni casi non riusciamo nemmeno a metterci in contatto con la rimessa: Elisa (la donna aggredita a Corcolle) nonostante lo choc ha dovuto riportare lei stessa la vettura». Aggressioni e senso d’insicurezza che stridono con i dati forniti in questi giorni da Atac: 337 bus nuovi già cabinati, altri 300 con installazione fatta dall’azienda, un totale di circa 650 bus «sicuri» su 1600 vetture giornaliere utilizzate. Dove sono finite? Dal Campidoglio parlano di «vandalismo», ma Micaela Quintavalle insiste: «In periferia li vediamo con il contagocce. Chiedete alle ragazze aggredite». Questione sicurezza che non riguarda soltanto i bus in movimento, come raccontato in una recente inchiesta de Il Tempo che elencava i 12 capolinea romani off-limits, fra spaccio di droga, risse e prostituzione: «Quelli sono i peggiori, ma ce ne sono molti altri», insistono gli autisti. La protesta di ieri mattina è stata anche l’occasione per riproporre alcuni cavalli di battaglia del sindacato Cambia-Menti, come la lotta contro una possibile privatizzazione dell’azienda e il rilancio delle cosiddette ferrovie concesse, ovvero la Roma-Lido, la Roma-Viterbo e la Roma-Giardinetti, di proprietà della regione. «Su 130 milioni di finanziamenti – ha spiegato il vicepresidente, Alessandro Neri – nulla è stato destinato alla Roma-Giardinetti, che potrebbe essere strategica come supporto alla Metro C. Come mai? Ci sono la chiusura o la vendita all’orizzonte?». Alla fine della manifestazione, nonostante le rassicurazioni avute in precedenza, nessun delegato dell’amministrazione ha ricevuto gli esponenti del sindacato. Mandando su tutte le furie Micaela Quintavalle: «Da lunedì cominceremo uno sciopero bianco finché non saremo ascoltati – attacca – Andremo tutti a 20 chilometri all’ora rispettando il codice della strada e al primo difetto scarteremo le vetture». Qualche problema di ordine pubblico mentre i manifestanti lasciavano il Campidoglio: a piazza Venezia un autista è stato investito da un taxi (senza riportare danni gravi) ed è scattata una rissa, sedata dalle forze dell’ordine presenti sul posto.
Atac, da lunedì sciopero bianco e bus lumaca
Conducenti in Campidoglio per chiedere cabine blindate per sfuggire alle aggressioni. La mobilitazione degli autisti: «Guideremo a 20 chilometri all’ora e al primo difetto scarteremo le vetture»
