Niente tavoli fuori dai locali di via della Croce, ma il dictat non riguarda tutti gli esercenti sulla strada. Ieri la municipale ha colpito soltanto la Birreria Viennese e Acqua Salata, rimuovendo in poco tempo tutti i loro arredi esterni perché "abusivi". Hanno tremato gli altri titolari degli esercizi di somministrazione, che i tavoli li avevano ugualmente, ma che sono stati invece "graziati" nonostante quella strada sia soggetta dal 2012 al vincolo della Sovrintendenza Statale. «Se c'è un vincolo che valga per tutti», tuona la proprietaria della Fiaschetteria, colpita a settembre dal provvedimento di rimozione dei tavoli. Lei i tavoli non li ha più rimessi ma si chiede perché se quella strada è vincolata, altri esercizi continuano ad avere i tavoli fuori dai locali come se niente fosse. Incredibile ma vero la signora, come gli altri due titolari che ieri si sono visti rimuovere i tavoli, è colpevole, si fa per dire, di aver chiesto una nuova occupazione di suolo pubblico. Presente il vincolo, il I Municipio non ha potuto fare altro che rigettare la sua domanda, per tutti gli altri invece bisognerà aspettare il nuovo piano di massima occupabilità che prevederà molto probabilmente, come è accaduto per altre decine di strade del centro storico, il divieto di mettere tavoli e ombrelloni fuori dai locali. Ma intanto i titolari degli altri esercizi su via della Croce possono continuare a dormire sonni tranquilli, godendo del loro vecchio titolo per occupare la strada che a questo punto conviene tenersi molto stretto. «È perché non accadano questi episodi che spingiamo per l’approvazione rapida dei piani – spiega Nathalie Naim, consigliera del I Municipio – via della Croce è una delle strade del Tridente prossime ad essere regolate dai nuovi piani, per di più lì c’è un vincolo della Sovrintendenza che considera quella strada un bene da tutelare e quindi la vuole libera da arredi esterni. Penso che questa decisione riguarderà presto tutti gli altri esercizi, non solo quelli raggiunti ieri dal provvedimento di rimozione». Intanto però ci sono locali con i tavoli e locali senza nel giro di pochi metri l'uno dall’altro: facile immaginare che se un turista voglia sedersi all'aperto a mangiare, scelga il ristorante che gli dia questa possibilità. «Avevamo 4 tavoli fuori, significa una quindicina di coperti in più – conferma la proprietaria della Fiaschetteria – lo capisce da sola il danno che abbiamo subito e l'ingiustizia che subiamo ogni giorno, vista la presenza di altri tavoli sulla stessa strada».
Tavolini, due pesi e due misure
Tolti i dehors ma solo ai commercianti che hanno chiesto il rinnovo