Roma Capitale

Marino: nido più caro? Sì ma per i ricchi

Il sindaco giustifica così l’abolizione dell’esenzione per il terzo figlio E «dimentica» l’aumento delle tariffe mensili dal 7 al 15% su base Isee

C’era pure il sindaco Ignazio Marino ieri a piazza San Giovanni alla manifestazione «Ehi tu! Hai midollo?» una giornata di sensibilizzazione per la donazione del midollo osseo. Attorniato da giornalisti e incalzato anche da Filippo Roma de «Le Iene» sugli aumenti delle tariffe comunali. «Roma purtroppo è stata amministrata per mezzo secolo creando debiti immensi - ha sottolineato il primo cittadino - abbiamo voluto proporzionalità e quindi aumentato alcune tariffe». Ma caro sindaco pure quelle degli asili nido? «Abbiamo votato il 30 aprile alcuni aumenti negli asili per il terzo figlio per le famiglie più abbienti - ha ricordato - In quello stesso atto ho aumentato anche le tariffe per l’occupazione di suolo pubblico per eventi come il concerto dei Rolling Stones. E infine - ha chiosato - sono state aumentate altre tariffe come quelle per la tassa di soggiorno». Se così fosse non si spiegherebbe come mai i primi di settembre c’è stata una sollevazione di genitori che lamentavano una stangata. Marino, poi, parla solo di tariffe per il terzo figlio. Forse ha rimosso l’improvviso aumento della retta mensile dal 7 al 15% che ha lasciato basite le famiglie che avevano iscritto i propri figli al nido mesi prima. Perché la notizia dei ritocchi delle rate mensili in rapporto all’Isee è stata pubblicata il 29 agosto e faceva riferimento alla delibera 45 del 24 luglio, e cioè risalente a un mese prima. Una modalità di informazione che ha indignato tutti. Un esempio? Prima c’era l’esenzione per chi ha due o più figli iscritti al nido. Dopo il 24 luglio solo uno sconto del 30% sulla tariffa totale. L’esenzione è rimasta per chi presenta un Isee inferiore a 10.000 euro. Ecco perché, comunque, gli aumenti riguardano «i ricchi». E come si fa a considerare agiati i nuclei familiari che superano di poco i 10.000 euro Isee? Molte mamme si stanno chiedendo se vale ancora la pena di andare a lavorare. Altri per assicurare il nido a un figlio tolgono un corso di nuoto all’altro. La coperta è sempre più stretta perché sono aumentate tutte le spese, gli aumenti di altre tariffe stritolano le famiglie. L’ex assessore Gianluigi De Palo ha coordinato una protesta di genitori che vogliono intraprendere un’azione legale contro il Comune: «Non si può fare cassa con le famiglie. Chi fa un figlio oggi fa un servizio del Paese». Per De Palo la cosa più grave è quella di aver cambiato le regole del gioco in corsa perché le iscrizioni al nido si erano chiuse a giugno. L’assessore alla Scuola Alessandra Cattoi ha ribadito che le nuove quote impattano meno sui redditi più bassi: la fascia Isee 5.165 passa da 34,60 a 36,91; la fascia più alta Isee 40.802 passa da 303,68 a 350,95. Il commento di De Palo: «È davvero fuori dalla realtà».

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