Roma Capitale

Il Tribunale: «Pasolini vada in sala»

Voleva il suo nome tra gli sceneggiatori di «Pasolini» e per questo ha rischiato di mandare all’aria l’uscita del film al cinema. Ieri la pellicola è stata proiettata nelle sale di tutta Italia,...

Voleva il suo nome tra gli sceneggiatori di «Pasolini» e per questo ha rischiato di mandare all’aria l’uscita del film al cinema. Ieri la pellicola è stata proiettata nelle sale di tutta Italia, come da programmi, perché il Tribunale civile di Roma ha rigettato il provvedimento d’urgenza proposto dallo sceneggiatore Nicola Tranquillino contro Studio Urania ed Europictures, società di produzione e distribuzione del film sulla vita di Pier Paolo Pasolini diretto da Abel Ferrara. Tranquillino ritiene sia stato leso il suo diritto d’autore, non essendo stato citato tra gli sceneggiatori dell’opera, ma solo nei titoli di coda nella formula «da un’idea di». Inizialmente Ferrara aveva lavorato con Tranquillino su un soggetto che ripercorreva tutta la vita di Pasolini. Poi però il regista ha deciso di scrivere una seconda sceneggiatura con Maurizio Braucci, incentrata solo sulle ultime 48 ore di vita del poeta romano. Sentito come testimone, l’attore Wiliam Dafoe, ha spiegato al giudice che non avrebbe mai vestito i panni di Pasolini sulla base della prima sceneggiatura «troppo hollywoodiana». Il giudice della nona sezione civile Giuseppe Cricenti ha rigettato il ricorso perché si tratta di due trame diverse.

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