Roma Capitale

«Mi ha sputato in faccia» Ucciso a calci e pugni

Francesca Musacchio «Mi aveva sputato in faccia e io ho reagito». È questa la motivazione data da un 17enne romano che, la scorsa notte a Roma nel quartiere di Tor Pignattara, ha ucciso di botte...

«Mi aveva sputato in faccia e io ho reagito». È questa la motivazione data da un 17enne romano che, la scorsa notte a Roma nel quartiere di Tor Pignattara, ha ucciso di botte Khan Mohamed Shandaz, un 28enne pakistano regolare sul territorio italiano, ma senza fissa dimora. Un omicidio avvenuto per strada, davanti agli occhi increduli e terrorizzati di alcuni passanti che hanno chiamato il 112. Il minorenne è stato arrestato dai carabinieri della compagnia Casilina, e ora dovrà rispondere dell'accusa di omicidio preterintenzionale. Nessun movente razziale dietro alla vicenda, spiegano gli investigatori, bensì una lite sfociata in tragedia. Tutto è iniziato poco prima di mezzanotte, quando al centralino dei carabinieri sono arrivate una serie di telefonate che hanno segnalato un uomo ubriaco, in via Ludovico Paoni, nella zona della Marranella, che urlava e molestava i passanti e gli automobilisti. Il 28enne, infatti, si avvicinava con fare minaccioso, visibilmente alterato dall’alcol. Un atteggiamento che ha preoccupato i residenti, allertati anche dalle grida del pakistano. Tra i bersagli dell’uomo, però, è finito anche il 17enne, trovato dalle forze dell'ordine sulla scena del delitto, a pochi passi dal cadavere. Il giovane, una volta fermato, ha riferito ai militari di essere stato intercettato dal 28enne che gli ha anche sputato in faccia. «Si è avvicinato e mi ha sputato», ha detto. L’offesa ha particolarmente indispettito il giovane, al punto tale da innescare una reazione violenta. Il minorenne ha infatti aggredito il pakistano a calci e pugni, tanto da ucciderlo sul colpo. Un pestaggio avvenuto a mani nude, senza armi, ma con una particolare violenza e efferatezza. Il pakistano è caduto per terra sotto i colpi del ragazzo, senza riuscire a reagire, forse anche a causa dell’elevato tasso alcolico. L’aggressione si è comunque consumata in pochi minuti, e quando i carabinieri sono intervenuti, l’uomo era già morto. Inutili i tentativi di rianimarlo da parte dei sanitari del 118. Le lesioni sono state fatali. A loro arrivo i militari hanno trovato, intorno al corpo della vittima, un drappello di gente. Tra questi anche l'assassino, che non si è sottratto all'arresto. Davanti ai carabinieri, infatti, anche se visibilmente scioccato, ha subito ammesso di essere stato lui a picchiare Khan Mohamed Shandaz. E poi ha aggiunto: «Gli ho dato solo un colpo in faccia». Da una prima ispezione cadaverica, però, è emerso che la vittima aveva sul volto e sul corpo numerosi lividi, segno che i colpi sferrati sono stati più di uno. Il giovane, senza precedenti, è stato portato prima in caserma e poi al Centro di prima accoglienza di via Virginia Agnelli, con l’accusa di omicidio preterintenzionale. Il cadavere del pakistano, invece, è stato trasportato all’obitorio del Verano per l'autopsia, che si svolgerà nelle prossime ore. L’esame autoptico dovrà, infatti, chiarire le cause del decesso. In compagnia del 17enne, inoltre, al momento dei fatti si trovava anche un amico che, da una prima ricostruzione, non sarebbe rimasto coinvolto nella rissa.

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