Circonvenzione di persona incapace e ricettazione. Con queste accuse il pubblico ministero Eugenio Albamonte, concludendo l'inchiesta sull'eredità di Alberto Sordi, ha chiesto il rinvio a giudizio per 10 persone. Si tratta, tra gli altri, dell'ex autista dell'attore Arturo Attardi, degli avvocati Carlo Farina e Francesca Piccolella, del notaio Gabriele Sciumbata. L'inchiesta era cominciata nel febbraio dello scorso anno dopo che Umberto Castellani, direttore di una filiale della Banca popolare di Sondrio, aveva segnalato alla Procura della Repubblica operazioni fatte sui conti correnti di Aurelia Sordi, sorella ultranovantenne del popolare attore, ad opera di Attardi. La donna, infatti, gli aveva rilascito due deleghe per operare sui suoi conti bancari ma una perizia medico-legale disposta durante le indagini aveva fatto emergere che Aurelia era incapace di intendere e di volere. Secondo le conclusioni del pm il raggiro subito dalla donna sarebbe superiore ai 2 milioni e mezzo di euro. Con Attardi, Farina, Piccolella e Sciumbata potrebbero andare a processo anche sei dipendenti di Aurelia che avrebbero ricevuto in diverse occasioni cospicue somme di denaro varianti dalle 150mila alle 400mila euro. Si tratta di Martha Roxana, Luna Zavala Salinas, Rodolfo Petralia, Ioan Finta e Juan Carlo Maranon Ruiz, Pierina Parenti e Alicia Zavala Salinas. A loro si contesta di aver concorso nel reato di circonvenzione di incapace.
Eredità Sordi, in 10 rischiano il processo
Le accuse sono di ricettazione e circonvenzione di capace. Al centro delle indagini la sorella di Albertone, Aurelia, che avrebbe subito un raggiro superiore ai 2,5 milioni di euro
