COLLEFERRO Il Comune di Colleferro «sfratta» la Protezione civile. E istituisce una propria delegazione di volontari, chiedendo la restituzione della sede e dei beni, «mobili, attrezzature e mezzi concessi in uso alla Onlus» fondata nel 2001, ma ormai «prevalentemente orientata all'espletamento del servizio di supporto all'Ares 118», mentre «molti dei compiti assegnati alla stessa con il tempo sono venuti meno». Un’accusa che il presidente della Onlus, Ettore Togneri, però respinge fermamente: «non esiste una sola richiesta lasciata inevasa dai nostri volontari, ringraziati in centinaia di casi dallo stesso Comune in questi 14 anni. Abbiamo sempre espletato quello che prevedono i compiti dettati dalla legge 29 sul volontariato. Altra cosa è, invece, dover togliere le transenne dalle strade, che spetta agli operai, o presidiare gli incroci, prerogativa dei vigili». Ma l'amministrazione, che tiene a ricordare come «la convenzione con la Onlus ha trovato scadenza il giorno 7 dicembre 2011», ravvisa in ogni caso la «necessità di garantire alla cittadinanza un efficiente ed efficace servizio di Protezione Civile, in grado di fronteggiare eventuali situazioni emergenziali naturali o antropiche che potrebbero verificarsi sul territorio», nel quale «sono presenti due stabilimenti industriali a rischio di incidente rilevante, connessi alla produzione di determinate sostanze pericolose». E così la giunta ha «disposto l'istituzione del servizio Comunale di protezione civile», distinto dalla vecchia Onlus che l'amministrazione ritiene, invece, ormai orientata prevalentemente nel settore sanitario. «Ma non c'è nessun orientamento stabilito da noi- obietta Togneri- è solo la chiusura degli ospedali vicini ad obbligarci ad effettuare dai 2 ai 3 trasferimenti in ambulanza al giorno, in forma assolutamente gratuita. E, invece di supportarci, il Comune, che non ci eroga finanziamenti da anni, ora delibera addirittura un'azione legale per riprendersi la sede, che peraltro abbiamo già messo a disposizione dell'amministrazione». Ma il Comune però contesta, a partire dal marzo scorso, «i tentativi effettuati per ottenere la consegna del locale e delle attrezzature non andati a buon fine«, e per questo ora ha deciso di «procedere per le vie legali». Per ottenere pure «il risarcimento dei danni subiti, anche in relazione allo stato d'uso dei locali» di Via Carpinetana Sud che, «detenuti in locazione e non utilizzati» dal Comune, furono assegnati alla Onlus nel 2000. E ora, 14 anni dopo, arriva l'«evacuazione» della Protezione civile.
Il comune sfratta la Protezione Civile
Chiesta la restituzione della sede e dei mezzi usati