Non scarseggiano solo i posti letto, ma anche quelli in lista d'attesa per le visite specialistiche e gli esami ambulatoriali. Che infatti continuano ad allungarsi, fino al caso-limite di un anno di fila a Bracciano per chi deve sottoporsi all'ecografia dell'addome. Lo stesso tempo che è passato dall'ultimo annuncio della riforma delle liste d'attesa. «È passato quasi un anno da quando è stato emanato il decreto 437 del presidente Zingaretti che, nelle intenzioni dichiarate, avrebbe dovuto portare ad un miglioramento della situazione- ricorda il segretario regionale di Cittadinanzattiva, Roberto Crea- Miglioramenti non pervenuti, perché si continuano ad aspettare 300 giorni per una mammografia». Un «tema drammatico», come lo ha definito la stessa Regione esattamente un anno fa, quando annunciò «una riorganizzazione del sistema delle prenotazioni» con l'avvio della «gara per la gestione del Recup, il centro unico per le prenotazioni, che è in proroga da 11 anni. Partiremo da questo– assicurò allora il presidente Nicola Zingaretti– la trasparenza può contribuire a risolvere questo problema». È passato un anno e la Regione ha ora rilanciato, indicando nuovamente l'obiettivo della «Riduzione dei tempi d'attesa per le prestazioni diagnostiche: partendo dal piano già adottato per abbatterle». Ma la misura non convince Cittadinanzattiva: «Stupisce che il presidente Zingaretti non abbia trovato di meglio che aumentare del 50% il numero di Tac e risonanze magnetiche effettuabili presso il Campus Bio-Medico in regime di convenzione: perché- domanda Crea- partire da una struttura privata? Quanto costa questa operazione e perché non viene avviata invece nelle strutture pubbliche dove ancora le attività intramoenia, lungi dall'essere "compresse" come annunciato un anno fa, impegnano personale e apparecchiature anche ad alta tecnologia contribuendo alle lunghe liste d'attesa?». Nelle quali si trovano ben 10 file oltre i 300 giorni (quasi tutte nel settore ecografico). A cominciare dal distretto di Civitavecchia che, a dispetto del nome (F1), non dimostra una velocità da formula uno: oltre 11 mesi per fare una mammografia bilaterale (338 giorni), mentre non si riesce a vedere un oculista prima di 202 giorni e passano 5 mesi (quasi 6 a Bracciano) prima di poter fare una Tac. Anche per una spirometria si deve tirare il fiato per 169 giorni a Monterotondo.
Attese anche di un anno per ecografie ed esami ambulatoriali
Non scarseggiano solo i posti letto, ma anche quelli in lista d'attesa per le visite specialistiche e gli esami ambulatoriali. Che infatti continuano ad allungarsi, fino al caso-limite di un anno di...
