Roma Capitale

Interporto al posto del campo Rom

TIVOLI Stacchini ultimo atto. Potrebbe essere la volta buona per la baraccopoli che si trova a ridosso del quartiere di Tivoli Terme, la volta buona per scrivere la parola fine su uno dei capitoli...

TIVOLI Stacchini ultimo atto. Potrebbe essere la volta buona per la baraccopoli che si trova a ridosso del quartiere di Tivoli Terme, la volta buona per scrivere la parola fine su uno dei capitoli più complessi della recente storia tiburtina. Finalmente i sessanta ettari da anni nelle mani di un curatore fallimentare hanno trovato un acquirente che si prepara a dare a quei terreni uno scopo diverso rispetto a quello avuto finora. A vivere tra amianto, cumuli di rifiuti e scarti industriali ci sono cinquecento persone, che usano le baracche di legno costruite alla bell’e meglio come abitazioni. La patata bollente dunque sta per passare tra le braccia del gruppo italo-americano che ha comprato l’area un tempo sede di un polverificio. Una volta completata la transazione, questione di pochi giorni, si arriverà a dama: «È evidente che il prossimo passo sarà quello di convocare subito un tavolo con la nuova proprietà, il Prefetto, i comuni di Tivoli, Guidonia Montecelio e Roma insieme alle associazioni di volontariato attive nel campo da anni per affrontare l’emergenza sociale che si potrebbe venire a creare», dicono gli attivisti del Movimento Tivoli Terme, in campo per cercare di risolvere i problemi di convivenza tra i cittadini e i nomadi. Per quanto riguarda il post sgombero invece di ipotesi in piedi ce ne sono diverse, tra cui quella di veder realizzato un interporto o un deposito per i prodotti freschi.

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