«Noi da qui non ce ne andiamo. Non ci sono le condizioni». Proteste e polemiche a Prima Porta. Nove mesi dopo la violenta alluvione che, il 31 gennaio scorso, ha coperto di acqua e fango il quartiere a nord di Roma, la situazione non è ancora tornata alla normalità. Ventiquattro dei circa sessanta nuclei familiari che hanno dovuto abbandonare le abitazioni allagate, vivono ancora all'interno dell'hotel Flaminius. Le spese di vitto e alloggio sono state a carico della Protezione civile che, oltre a pagare l'albergo, ha anche fornito due pasti al giorno. La permanenza, però, è in scadenza e per questo motivo è scattata la protesta. «Ieri sera (mercoledì, ndr) abbiamo ricevuto una lettera da parte del Municipio in cui si legge che entro il 15 settembre dobbiamo lasciare l'albergo - spiega Maurizio Gorgoni, uno degli sfollati ospiti della struttura - e così ci daranno un contributo per trovare casa. Ma è inaccettabile perché, per chi come me era in affitto, è troppo poco tempo per trovare una casa, arredarla e andarci a vivere. Inoltre io sono disoccupato e senza un contratto di lavoro non credo che ci sia qualcuno disposto a darmi una casa in affitto». Dello stesso parere gli altri sfollati che promettono battaglia. «Io da qui non mi muovo – aggiunge Antonella Ricceri – ho tre figli e siamo senza lavoro sia mi marito che io. Pur ringraziando Comune e Municipio per quello che hanno fatto fino ad ora, non possono chiederci di lasciare questo posto da un giorno all’altro». Nell'avviso arrivato ai nuclei familiari che vivono nell'hotel, infatti, si legge: «La Giunta capitolina con deliberazione n.261 del 11 agosto 2014 ha previsto l'erogazione di un contributo a sostegno dei 24 nuclei familiari residenti nel quadrante di Prima Porta, ed attualmente assistiti presso strutture convenzionate con la Protezione civile di Roma Capitale. Il contributo - si legge ancora - è stabilito nella somma di 2.582,20 euro diminuito dell'eventuale contributo che gli stessi nuclei familiari possono aver già ricevuto in esecuzione della precedente deliberazione della Giunta capitolina n.23 del 12/2/2014». Tradotto: chi ha già preso il contributo di 1.700 euro, versato nei mesi scorsi, avrà diritto solo a 800 euro. L'avviso, con il allegato i moduli per fare la domanda di partecipazione alla procedura, ha fatto esplodere la rabbia all'interno dell'hotel Flaminius. Ieri mattina gli ospiti della struttura sono andati nella sede del Municipio XV per protestare e chiedere spiegazioni. «Io non firmo niente - tuona Gianluca Monticelli - il 15 io sto qui. Sono senza lavoro e quindi non posso pagare un affitto. L'alluvione mi ha distrutto l'auto. Come faccio a trovare una casa in 10 giorni». E ancora: «Ci stanno cacciando senza darci una soluzione alternativa», sottolinea Giorgia de Giorgis. Una situazione incandescente, dunque, che coinvolge in particolare le persone che abitavano immobili in affitto. Alcuni dei proprietari, costretti ad abbandonare casa quel maledetto venerdì, infatti, hanno preso possesso delle abitazioni riuscendo a sistemarle e renderle agibili. Altri, invece, vivono ancora nell'albergo da mesi, e spiegano che comunque le case «non sono ancora vivibili a causa dell'umidità rimasta dopo l'allagamento». Ieri mattina, dunque, l'incontro in Municipio con il presidente Daniele Torquati. «Abbiamo chiesto di rimanere e di aiutarci - raccontano ancora Gianluca Monticelli - almeno chi è nella situazione più grave. Chiediamo la possibilità di accedere a qualche residence». Per lunedì è fissato un altro incontro in Municipio per cercare di trovare una soluzione che riguardi almeno le persone con maggiori difficoltà. «Valuteremo caso per caso - spiega il presidente del Municipio, Daniele Torquati - Dopo nove mesi di emergenza stiamo agevolando il rientro nelle casa. Ovviamente bisogna dare un termine. Alcune delle persone che hanno dovuto lasciare casa dopo l'alluvione - aggiunge - sono già rientrate autonomamente. Altre hanno delle difficoltà, che erano comunque presenti già prima del 31 gennaio. Per questi casi è previsto che siano seguiti come emergenza abitativa, così come prevede la delibera del Comune. Non lasceremo nessuno solo». Rispetto all'agibilità delle case colpite dall'alluvione Torquati specifica: «Abbiamo inviato una lettera alla Protezione civile per chiedere che siano controllate tutte le abitazioni e per accertare che ci sono i requisiti di agibilità».
Gli alluvionati in hotel: «Da qui non ci spostiamo»
Arriva la lettera di «sfratto» alle 24 famiglie mantenute dalla Protezione civile in albergo