ARICCIA La base logistica era una fraschetta, la tipica osteria dei Castelli, di Ariccia utilizzata da una banda dedita ad ottenere soldi dalla finanziarie con false assunzioni sfruttando dei disoccupati per truffare le banche. Ad essere raggirate sono state grandi società finanziarie di tutta Italia. Truffa e riciclaggio per centinaia di migliaia di euro erano le finalità dell’associazione a delinquere smantellata dopo mesi di indagini coordinate dal sostituto procuratore di Velletri Giuseppe Travaglini e condotta dai carabinieri di Ariccia. Gli inquirenti hanno scoperto che tutti i soldi accumulati dall’operazione sono stati riciclati per l’acquisto di attività commerciali, principalmente di ristorazione, sparse nel Lazio e intestate a prestanome che il più delle volte coincidevano con gli intestatari del finanziamento. Ma chi gestiva era la «banda della fraschetta» che procacciava giovani disoccupati, da qui il nome dell’operazione «Broker», tra i frequentatori della fraschetta e si avvaleva del loro aiuto. Ai prescelti, vista la mancanza di pregiudizi in materia di protesti bancari, in cambio di un irrisorio compenso economico, veniva fornita una busta paga con il timbro INAIL, un modello Cud ed un Modello 730, tutti contraffatti da una commercialista di Roma. Per evitare i controlli delle società finanziarie sulle veridicità delle informazioni relative ai dati occupazionali forniti, il sottoscrittore di un nuovo finanziamento forniva un recapito telefonico, al quale rispondeva un membro dell’organizzazione. Quattro le denunce, eseguite perquisizioni e sequestri. Il sodalizio criminale era composto da insospettabili, come un impiegato statale, nonché la titolare dell’attività di ristorazione ed un commercialista, tutti indagati a piede libero. Il sindaco di Ariccia Emilio Cianfanelli, su richiesta dei carabinieri ha revocato la licenza all’intestataria della fraschetta.
La truffa della «banda della fraschetta»
Il locale trasformato in centrale di riciclaggio con un giro di centinaia di migliaia di euro
