TIVOLI Cambiamenti in vista per la mensa scolastica: si torna infatti alle precedenti modalità di pagamento. Arrivano anche buone notizie per i tiburtini che dopo la stangata della tassa sui rifiuti lievitata a dismisura a causa dell’«emergenza mondezza» affrontata all’inizio dell’anno, ora possono tirare un sospiro di sollievo almeno su un fronte. Succede così che per i pasti consumati tra banchi e quaderni non ci sarà più la contestata tariffa forfettaria, introdotta dodici mesi fa dal commissario prefettizio, Alessandra de’ Notaristefani di Vastogirardi, ma quella che prevede il pagamento dei cibi realmente consumati. All’epoca la decisione di cambiare corso fu fortemente osteggiata dalle famiglie che misero in piedi varie forme di protesta: dalla petizione, con diverse firme raccolte fuori dagli istituti scolastici del territorio, e scioperi singolari, come quello del panino. Alcuni genitori facevano uscire i propri figli dalle aule all’ora di pranzo per farli mangiare in cortile armandoli della tradizionale pagnottella. Il braccio di ferro con il vice prefetto, che ha guidato il palazzo comunale per più di un anno, però non servì a nulla e la posizione rimase quella della prima ora. Con la conquista della fascia tricolore da parte di Giuseppe Proietti, invece, la situazione è cambiata: «Il ritorno alla tariffa puntuale era stato richiesto da numerosi genitori all’Amministrazione comunale, i quali ritenevano iniquo dover corrispondere il pagamento del servizio anche per i giorni in cui i bambini non ne usufruivano, soprattutto nei casi di assenze prolungate» fanno sapere dal municipio. Il problema principale infatti era legato al fatto che i più piccoli tendono ad ammalarsi spesso nel corso dell’inverno e a saltare anche più di un giorno di lezione, costringendo papà e mamma a tirare fuori i soldi per pasta, carne e affini comunque. Per quanto riguarda il costo del singolo pranzo non ci sono variazioni: mangiare costerà sempre 3,30 euro a pasto. Non ci sarà dunque l’aumento della volta precedente. Calcolatrice alla mano il pagamento a forfait era di 65 euro al mesi per 5 pasti alla settimana, che tradotto voleva dire 80 centesimi di più a pasto rispetto agli anni precedenti. Il nuovo corso non prevede ulteriori complicazioni e le spese preventivate in precedenza restano le stesse. Chiaramente invariate le agevolazioni per le famiglie che si trovano in situazioni di indigenza o di grave disagio socio–economico. In questo caso la palla passa ai servizi sociali che dovranno valutare le singole situazioni.
Abolita la tariffa forfettaria nelle mense scolastiche
Le famiglie tornano a pagare solo i pasti consumati