Roma Capitale

Giù i prezzi per vacanze in Abbazia

Menù ridotto a 19 euro e pacchetti soggiorno scontati per le famiglie

SUBIACO La crisi non fa stringere solo la cinghia, ma anche il cordone del saio dei monaci. Che son passati dagli antichi incunaboli alle moderne inserzioni pubblicitarie per promozionare le vacanze in monastero. Sempre più in aumento per chi è in fuga dallo stress, che ora deve però anche tener conto degli effetti dello spread. Così i monaci della prima abbazia fondata da San Benedetto, a Subiaco, hanno commissionato paginate con sconti-famiglia del 30% per gli under-12 in foresteria. Stilando anche un «menù ridotto» non solo per le calorie, ma pure per il portafogli: 19 euro (rispetto a quello tipico da 23). C'è anche il «menu di ferragosto» da 32 euro: «alle ore 10 Messa solenne con canti gregoriani e alle ore 13 Pranzo». Il refrigerato «buen retiro» nelle 50 ex celle dell'antico seminario da 105 posti letto, che nel novembre scorso ha ospitato il «ritiro» del Governo Letta con il gruppo interparlamentare per la sussidiarietà in preparazione del semestre europeo a guida italiana, costa 60 euro per la pensione completa. Consigliata per «tutti coloro che desiderano sospendere il ritmo frenetico della vita e ritrovare se stessi nel silenzio e nella pace». Che possono fare «tale esperienza, condividendo con i monaci la preghiera, l'ascolto della Parola di Dio e la mensa eucaristica». Niente «labora», dunque: per gli ospiti la regula benedettina si riformula in «ora et riposa». Al lavoro ci pensano i monaci, che non si limitano alla sola preparazione degli esercizi spirituali, ma approntano anche i rimedi per i problemi corporali. Anche quelli più lontani dalla tradizione, secondo le più moderne esigenze del look da beauty-farm, come le «creme anticellulite, antirughe, per il contorno occhi e per pelli acneiche». Ma ci sono anche i grani benedettini per «disintossicare il fegato». Prodotti per la «remis en forme» ordinabili anche via internet dalla rivendita online del sito ufficiale dell'abbazia, tra le prime ad approdare sulla rete, nella nuova frontiera della comunicazione. Come accadde nel 1465, quando Subiaco ospitò due chierici tedeschi, allievi del Gutenberg, dando vita alla culla della tipografia italiana che sfornò il primo libro nazionale stampato a caratteri mobili. Ma, oltre ai due monasteri benedettini, che sono i monumenti statali ad ingresso gratuito più visitati della provincia, con 100 mila presenze l'anno, chi vuole staccare la spina dall'iperconnettività di smartphone e pc può cercare sistemazioni vicino al santuario di Vallepietra, al Sacro ritiro di Bellegra o nell'oasi francescana di Vicovaro.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.