Strutture non a norma, scarsa igiene, niente ricevuta fiscale. Nell'universo variegato dei bed&breakfast irregolari romani, i finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno portato a casa, ieri, durante un piano straordinario di controlli, risultati che la dicono lunga sul fenomeno delle strutture non a norma. Su un totale di 49 attività passate al vaglio, ben 34 sono risultate irregolari, per violazioni che hanno spaziato dalla mancata emissione della ricevuta fiscale, alla nulla o inadeguata autorizzazione amministrativa, fino al maggior numero di camere presenti rispetto a quello previsto dalla legge (tre per i b&b, sei per gli affittacamere). Neanche a dirlo, i controlli si sono concentrati nei quadranti della Capitale maggiormente interessati dal fenomeno, dunque piazza di Spagna, piazza Navona, Stazione Termini e Vaticano. Là dove gli occhi dei turisti si fermano quando devono scegliere il loro soggiorno a Roma. Non è stato poi così difficile stanare i cattivi». È bastato collegare le banche dati a disposizione, confrontarle con il numero effettivo delle strutture sul mercato e servirsi di altre dettagliate informazioni, messe a disposizione anche da Federalberghi Roma che da tempo si batte contro il fenomeno del settore ricettivo abusivo. «Si tratta di migliaia di alloggi che agiscono il più delle volte nella più completa indifferenza delle istituzioni e non hanno nulla a che vede con chi paga le tasse, sopporta ogni tipo di costi e rispetta le regole», chiosa Giuseppe Roscioli, Presidente di Federalberghi Roma. Il fenomeno raggiunge punte davvero preoccupanti nei periodi dove l'affluenza dei turisti a Roma è alta, come l'estate, o le feste cosiddette comandate. Ma in realtà anche durante il resto dell'anno non conosce pause e si alimenta con la crisi: sono infatti in aumento gli alloggi, a volte semplici camere, che vengono messe sul mercato in barba ad ogni regola. I controlli negli ultimi periodi si sono concentrati sui quartieri più «a rischio», l'ultimo blitz dei carabinieri della compagnia Esquilino ha stanato, prima dell'estate, decine di b&b e affittacamere irregolari. Il più delle volte queste strutture si pubblicizzano su Internet e con altrettante facilità scompaiono. «Il Tempo», attraverso un'inchiesta, aveva documentato quello che accadeva nel periodo della canonizzazione dei due Papi: decine di alloggi irregolari erano contattabili soltanto via mail e una volta visitate le strutture ci si rendeva subito conto che non si trattava di alloggi a norma. Il pagamento, poi, ci veniva chiesto rigorosamente in contanti, di fronte all'ipotesi ricevuta i proprietari si dileguavano. Quantificare il giro d'affari dei b&b abusivi è per il momento impossibile, ma l'operazione di ieri dei finanzieri mira anche ad ottenere questo importante risultato. Alcune posizioni, tra quelle prese al vaglio dalle forze dell'ordine, saranno infatti approfondite sotto il profilo fiscale mentre i controlli riprenderanno con la stessa intensità nei prossimi giorni e riguarderanno anche le zone meno centrali della Capitale dove il fenomeno delle strutture ricettive non a norma si sta espandendo in modo piuttosto rapido.
Guardia di Finanza nei B&B del centro. Due su tre irregolari
Da Piazza di Spagna alla Stazione Termini. Niente ricevute fiscali ai clienti e troppe camere affittate
