Roma Capitale

«Paghiamo noi basta che torni la corrente»

Massimiliano Vitelli Anffas Ostia Onlus è pronta a tutto. Dopo due settimane di stop forzato dell’erogazione di terapie riabilitative fondamentali per i propri utenti a causa di un guasto all’impian...

Anffas Ostia Onlus è pronta a tutto. Dopo due settimane di stop forzato dell’erogazione di terapie riabilitative fondamentali per i propri utenti a causa di un guasto all’impianto elettrico che nessuno sembra riesca a risolvere, la dirigenza ha deciso di intervenire autonomamente, anche rischiando una denuncia. «Non possiamo più attendere, - dichiara a Il Tempo Stefano Galloni, il direttore generale - L’amministrazione municipale e quella comunale, tramite l’ «area politiche del patrimonio», si sono mosse ma siamo ancora lontani da una soluzione. Purtroppo dobbiamo annotare uno spiacevole rimpallo di competenze che ha visto protagonista l’Ufficio Tecnico del Municipio X . Abbiamo deciso di attendere ancora ventiquattro ore l’intervento del X Municipio, altrimenti agiremo da soli». Intanto, ieri mattina, Anffas Ostia Onlus ha fatto partire una richiesta di intervento a pagamento alla direzione centrale di Acea, dando la propria disponibilità a mettere mano al portafogli. «Questa iniziativa, - continua Galloni - potrebbe portare al rischio concreto di prenderci una denuncia in quanto la cabina elettrica è di proprietà del Comune di Roma. Ma siamo disposti anche a pagare in prima persona e finire in Tribunale per questa storia. Far riprendere le terapie riabilitative ai nostri ragazzi, ormai interrotte da due settimane, è la cosa più importante. Siamo sicuri però che non dovremo arrivare a tanto, abbiamo preso per certe le parole dell’assessore Droghei, uno dei rari casi di novità nel panorama politico italiano, che si è impegnata a trovare al più presto una soluzione. Se però la burocrazia dovesse avere la meglio sulla politica allora ci prenderemo la denuncia e ci presenteremo in Tribunale con tutte le famiglie dei nostri utenti inscenando una protesta forte sia sotto il X Municipio, sia sotto il Comune di Roma». Intanto, ieri, in Municipio si è svolta una riunione a tre. Intorno al tavolo, il presidente Andrea Tassone, l’assessore Droghei e il dirigente dell’Ufficio Tecnico Cafaggi. Tutti in cerca di una soluzione.

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