Roma Capitale

Orti, meleti e giardini. Piace ai romani la tangenziale green

Il Comune è entusiasta del progetto di riqualificazione della sopraelevata dismessa. Costerà nove milioni (di fondi Ue)

La Capitale e i suoi amministratori all’insegna del pollice verde. Un progetto «green» per riqualificare il vecchio e ormai obsoleto nastro d’asfalto del vecchio tracciato della Tangenziale Est da Batteria Nomentana fino alla stazione Tiburtina, ora sostituito dal nuovo percorso interrato. Come l’High Line Park di Manhattan a New York realizzato al posto di una ferrovia sopraelevata in disuso oppure il Parco del Turia di Valencia cresciuto su quello che era il letto del fiume Turia deviato. Ma anche ispirato ai jardins partages di Parigi, ai community gardens di Londra, ai giardini pensili delle megalopoli asiatiche come Singapore. L’High Line di Roma sarà lunga 1.700 metri e larga 20 ( 40mila metri quadri) con orti urbani, campi di calcetto, tennis e bocce, uno skate park, un vigneto, un meleto per la gioia di nonni, bambini, famiglie e soprattutto dei residenti della zona che per anni hanno convissuto con la trafficatissima arteria stradale. Ci sarà pure un centro conferenze e didattica e un mercato rionale a km 0 con copertura in fotovoltaico che venderà i prodotti del posto. Il tutto totalmente autosufficiente, grazie alla raccolta delle acque reflue, alle vasche di fitodepurazione, ai pannelli solari, e completo di pista ciclabile e stazioni di bike sharing. L’ambizioso e rivoluzionario progetto «Agricoltura urbana in Tangenziale - Coltiviamo la città» dell'architetto canadese Nathalie Grenon dello studio Sartogo associati, sostenuto da Campagna Amica della Coldiretti e realizzato insieme a professionisti e cittadini romani è stato presentato ieri dall'ideatrice in unconvegno all’Orto botanico di Roma. Sostenuto dall'università La Sapienza il progetto sta raccogliendo consensi sempre più trasversali e si affida ai fondi dell'Unione europea. Previsti un costo di 9 milioni di euro e un tempo di realizzazione di circa due anni. Roma Capitale ha già inserito la tangenziale «green» nel Por, il Programma operativo regionale, con il sindaco Ignazio Marino che si è impegnato in prima persona, avviando già nei mesi passati riunioni e tavoli tecnici di approfondimento. L’architetto Grenon ha detto che «la tangenziale è la porta di Roma, e arrivare in una città e trovarsi di fronte a tale degrado è indegno di una capitale europea». Da qui la richiesta all'amministrazione comunale di fare un passo indietro sull'abbattimento del tratto sopraelevato, proprio come accaduto a New York per la High line, e avviando anche una raccolta firme. Ci si potrebbero realizzare parchi e una pista ciclabile, e al di sotto posti auto per i residenti, creando una barriera «green» tra il quartiere e la stazione che a breve vedrà il passaggio di 400 treni tav e migliaia di passeggeri ogni giorno. «Appena avremo l'ok definitivo del Comune siamo pronti a passare all'azione, anche perchè si tratta di andare ad adagiare dei giardini pensili su rampe già esistenti - ha aggiunto Grenon - a maggio abbiamo incontrato l’esecutivo del sindaco, e gli assessori Masini e Caudo ci hanno detto che sono riusciti a bloccare gli appalti per la demolizione delle rampe a Ponte Lanciani e Tiburtina. Ora facciamo l’ultimo passo».

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