Hanno fatto affidamento sulla scarsa propensione dei cinese a denunciare. Inoltre, uno dei complici è un ex appartenente alle forze dell’ordine, che sapeva come muoversi in certi ambienti. E così, una banda di 4 persone, ha deciso di arrivare da Forlì a Roma con un elenco di case d’appuntamento gestite da cinesi da rapinare. Il piano, organizzato nei minimi dettagli, è saltato e gli agenti del Commissariato Casilino e del Reparto Volanti, l’altra sera, hanno arrestato 4 persone, tra i 50 e i 39 anni, tre di Forlì e uno di Napoli, ma sempre residente nella città romagnola, con le accuse di sequestro di persona, rapina aggravata e possesso di segni distintivi contraffatti. La banda, infatti, è stata trovata in possesso anche di tutto l’occorrente per fingersi forze dell'ordine: false placche, pistola in replica, manette e torcia tascabile. Il colpo era stato studiato da tempo. In 4 erano giunti da Forlì con in mano un elenco di case d’appuntamento gestite da cinesi da assalire. Dal materiale rinvenuto in loro possesso, infatti, gli investigatori hanno ricostruito il lavoro preparatorio che ha preceduto l’arrivo a Roma: telefonate preventive per conoscerne gli indirizzi, cartine stradali della Capitale con itinerari da seguire, orari e quant’altro potesse servire per portare a termine i loro colpi. La notte scorsa, dunque, uno di loro ha bussato a una casa in via dell’Aquila Reale e, con una falsa placca e una pistola, riproduzione di quelle vere, ha fatto irruzione. Dopo essersi qualificato ha detto di dover effettuare una perquisizione e ha intimato a una donna di non muoversi, strappandole di mano il cellulare. Poi ha aperto la porta ai suoi complici. È iniziata così una falsa perquisizione e i malviventi, dopo aver rovistato nei locali dell’appartamento, della casa si sono impossessati di 1100 euro in contanti trovati in un cassetto. Ben nascosto in un’altra stanza, però, c'era un italiano che, avuto il sentore che qualcosa di insolito, ha chiamato il 113.
Da Forlì per svuotare le case di Roma
Hanno fatto affidamento sulla scarsa propensione dei cinese a denunciare. Inoltre, uno dei complici è un ex appartenente alle forze dell’ordine, che sapeva come muoversi in certi ambienti. E così,...