Forte crescita della scuola come formazione professionale, non più ripiego dai corsi classici ma scelta cosciente. Una «filiera professionalizzante» che vede protagonista il Centro Nazionale Opere Salesiane di settore, il Cnos-Fap, diffuso in Italia e all'estero (www.cnos-fap.it). «Nella formazione, il nostro modello è il più strutturato - dice Don Mario Tonini, capo di Cnos Scuola e Cnos-Fap, dalla sede direttiva sull'Appia Antica - La sua vitalità è data dalla qualità dell'offerta, curando linee di orientamento, formazione professionale e servizio al lavoro, necessari per aggredire problemi di preparazione dei ragazzi e della disoccupazione. Da noi giovani dai 14 ai 18 anni, ma anche adulti e cassintegrati». «La domanda per questi corsi è esplosa, tanto che in questo contesto di crisi economica i bilanci regionali e dello Stato sono inadeguati - continua - Grande crescita anche nel Lazio, localizzata nella provincia di Roma anche se ancora incompleta rispetto al Nord. In genere a Roma si è forti nei percorsi triennali, per chi a 17 anni ottiene una qualifica professionale, mentre deve ancora strutturarsi il quadriennale, utile per il diploma professionale». Dopo, corsi di specializzazione, l'università. «Il successo è rilevato dall'Isfol. E' un percorso privo della rigidità delle discipline della scuola classica - conclude Don Tonini - Abbiamo grappoli di aree disciplinari, molto laboratorio, stage, forte rapporto con le imprese che delineano con noi i profili professionali. E' didattica attiva e anche un pezzo di giustizia sociale». Nei centri Cnos-Fap 1.678 corsi, 25.374 allievi e 735.844 ore di formazione. Coinvolte aziende come Fiat, DMG Italia, Heidenhain, Schneider Electric, Eni, Meusburger Georg GmbH & KG. Alla fine dell'anno 2011/2012, il 30% dei diplomati già lavorava (settore Energia 40,71%; Meccanica industriale 38,82). «L'uomo è innanzitutto relazione come sottolinea Papa Francesco e qui entra chiaramente anche nel mondo del lavoro - dice Don Maurizio Verlezza, direttore studentato internazionale San Tarcisio presso le catacombe di San Callisto - I dirigenti oggi sanno che un ambiente con armonia fra persone, produce di più. L'ambiente deve essere sano e rispettato come l'uomo in ogni sua dimensione, sociale, spirituale, relazionale, motivazionale». «Il principio che Don Bosco ci ha lasciato: l'uomo va innanzitutto amato - continua - L'ho vissuto quando ero direttore del Borgo Don Bosco. Molti giovani, tolti da situazioni critiche, hanno iniziato a vivere in un ambiente sano, hanno imparato mestieri, l'intelligenza nelle loro mani. Tanti oggi sono imprenditori. Mentre da Cina, Africa, Asia ci chiedono di fare lì formazione professionale, lo Stato italiano invece non ne intuisce lo sviluppo e la grande valenza sociale».
La formazione professionale comincia dalla scuola
Forte crescita della scuola come formazione professionale, non più ripiego dai corsi classici ma scelta cosciente. Una «filiera professionalizzante» che vede protagonista il Centro Nazionale Opere...
