Roma Capitale

Barricati in casa per colpa dei roghi puzzolenti

Residenti del Barco esasperati. Sotto accusa il fumo che si leva dalla baraccopoli di Stacchini

TIVOLI L’obiettivo è tutelare la salute pubblica e allo stesso tempo venire a capo di un problema che sta diventando sempre più difficile da risolvere. A tornare alla ribalta delle cronache è una delle questioni che maggiormente preoccupa gli abitanti del quartiere del Barco: i famigerati roghi notturni, motivo per cui domani mattina a Palazzo San Bernardino è stato convocato un incontro direttamente dal primo cittadino, Giuseppe Proietti, insieme alle forze dell'ordine per mettere in piedi una strategia che risulti finalmente vincente. Si tratta delle colonne di fumo acre che rendono la vita impossibile ai residenti della zona di confine tra Tivoli Terme e Villalba di Guidonia, che di grane a dire il vero ne hanno diverse. I falò arrivano di solito la notte, quando a causa del caldo estivo, chi abita da quelle parti apre le finestre nel tentativo di far passare un po' d'aria fresca. Una missione impossibile visto che alla fine ad entrare è solo un odore insopportabile e acre, che ha provocato anche diversi malori. Negli anni, il fenomeno si ripresenta puntuale come un orologio svizzero ogni estate e non solo. Di soluzioni per sbloccare definitivamente l'impasse in cui si trovano i cittadini non se ne sono trovate, nonostante le petizioni e le richieste di aiuto avanzate nel corso del tempo con i mezzi più disparati. «Siamo stanchi di doverci barricare in casa anche quando arriva l'estate. Praticamente siamo prigionieri delle nostre stesse abitazioni. Abbiamo lanciato diversi gridi di allarme ma nessuno ha mai mosso un dito. Le tasse noi le paghiamo come tutti e in quanto contribuenti vogliamo avere i servizi e la possibilità di vivere almeno in maniera decente» dicono i residenti. Tra le iniziative promosse anche una serie di esposti per inquinamento ambientale, diffusi con l'aiuto dei social network che hanno fatto da cassa di risonanza al malcontento di chi non ce la fa davvero più. L'indiziato numero uno però resta il vicino campo nomadi di Stacchini, la baraccopoli che sorge sui sessanta ettari di terreno che un tempo ospitavano una fabbrica e oggi invece danno rifugio a centinaia di rom, molti dei quali minori. La convivenza con la popolazione non è mai stata facile e l'affaire degli incendi non ha fatto altro che peggiorare una situazione già al limite. Alla riunione in comune parteciperanno Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia locale, Polizia provinciale e Vigili del fuoco, proprio con lo scopo di «definire provvedimenti immediati per tutelare l'incolumità e la salute pubblica».

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