Levata di scudi, a sorpresa (ma non troppo) dei sindacati contro una manovra di bilancio che, nonostante le "distrazioni" della maggioranza stia prendendo la corsia preferenziale per l’approvazione finale entro luglio, o al massimo i primi di agosto, non piace proprio. Durissima la nota congiunta di Cgil, Cisl e Uil che annuncia già nei prossimi giorni la mobilitazione. «Non ci siamo. Davvero non ci siamo. Nonostante le sollecitazioni, le numerose richieste di confronto avanzate negli ultimi mesi - dichiarano in una nota i segretari generali regionali di Cgil e Cisl Claudio Di Berardino e Mario Bertone e il segretario regionale della Uil Felice Alfonsi al termine dell'incontro da poco conclusosi con l’assessore Silvia Scozzese - il continuo insistere sulla necessità che nella manovra di bilancio venissero considerati con priorità temi come il fisco, il welfare, gli investimenti, l’erogazione dei servizi pubblici, il bilancio previsionale 2014 di Roma Capitale, ormai in fase di approvazione, sarà un bilancio recessivo e molto lontano dal soddisfare le nostre aspettative, dal raccogliere, fatta eccezione soltanto per il patto antievasione, le nostre proposte. Un bilancio fatto di tagli e altre tasse - aggiungono - e servizi sempre meno rispondenti alle esigenze di una città come Roma, la Capitale d’Italia. Questo è quanto il Comune ha in serbo per i cittadini, i lavoratori, i pensionati, i giovani, mentre la crisi dilaga e colpisce, al solito, i più deboli, costretti, come sempre, a pagare gli errori di una politica miope e irresponsabile. Non staremo di certo a guardare. Nei prossimi giorni daremo inizio a una fase di mobilitazione». Che sia un bilancio di enormi sacrifici è cosa, tristemente, nota, così come lecito è tuttavia il dubbio che l’alzata di scudi dei sindacati possa rappresentare un «chi va là» sul nuovo contratto decentrato, ovvero il superamento del nodo del salario accessorio, da chiudere entro il 31 luglio. La deroga concessa da Palazzo Chigi al Campidoglio infatti scade proprio giovedì prossimo. E il silenzio di questi giorni potrebbe nascondere sotto sotto ceneri bollenti pronte ad esplodere. Espolsi, invece, già ieri gli albergatori capitolini con la conferma da parte dell’Assemblea capitolina all’aumento della tassa di soggiorno: per i cinque stelle si passa da 3 a 7 euro a notte a persona, 6 euro per i quattro stelle, 4 euro per i tre stelle e 3 euro per le strutture ricettive a una e due stelle. Per agriturismi e residenze turistiche alberghiere si pagheranno 4 euro al giorno a persona, 3,5 euro per bed&breakfast e affittacamere, altrettanto per case e appartamenti per vacanze e case per ferie. Aumenti che si prevede portino alle casse del Comune entrate pari a 70 milioni di euro, che il prossimo anno a regime saranno 85-90 (contro i 55 milioni dello scorso anno). Tariffe che partiranno dal primo settembre grazie a una modifica apportata da un emendamento della commissione Turismo approvato in Aula. La delibera approvata prevede anche un aumento dal 5 al 10% della quota del gettito da reinvestire su arredo urbano, decoro e promozione turistica, che per quest'anno varrà circa 7 milioni (modifica apportata da un altro emendamento di commissione proposto da Tredicine e Rossin). Se i romani vengono tartassati con le tasse è tuttavia lecito che i turisti in visita a Roma paghino qualcosina in più.
Bilancio, sindacati pronti a scendere in piazza
Cigil, Cisl e Uil annunciano la mobilitazione. Il 31 luglio scade la proroga per il salario accessorio
