Roma Capitale

«Roma deve avere la discarica nel suo comune»

Sì al trasferimento temporaneo ad Aprilia dei rifiuti. Sfuma l’ecodistretto a Ponte Malnome

La Regione Lazio dà l’ok al trattamento dei rifiuti fuori dai confini comunali, in particolare nell’impianto di Rida Ambiente di Aprila in provincia di Latina, ma al tempo stesso mette i paletti sul conferimento in discarica: «Gli scarti di quell’impianto restano rifiuti romani, di cui si dovrà occupare Roma, quindi non finiranno nella discarica di Borgo Montello - ha precisato l’assessore regionale all’Ambiente Michele Civita, che nel frattempo circoscrive anche il territorio per la nuova discarica di servizio di Roma - I rifiuti di Roma sono prodotti dai romani ed è necessario che si faccia ogni sforzo per verificare in primo luogo nel territorio di Roma la possibilità di trovare un piccolo sito». Ama, intanto, include tra le mosse per uscire dalla crisi la possibilità di adottare anche a Roma il «modello Napoli», in estrema sintesi più quantità in ingresso negli impianti ma rifiuti meno "raffinati". Ieri, in occasione della commissione Ambiente richiesta dall’opposizione alla Pisana, Civita, l’assessore comunale all’Ambiente Estella Marino e il presidente Ama Daniele Fortini hanno fatto il punto sull’emergenza rifiuti di queste settimane, che resta legata a criticità strutturali: «Se i tmb del Colari (di Manlio Cerroni, ndr) funzionassero a pieno regime, come fanno i nostri, potrebbero trattare 600 tonnellate a settimana in più rispetto ad oggi - ha esordito Fortini - Un altro provvedimento su cui stiamo lavorando, la proposta è già stata avanzata alla Regione, è la possibilità di bypassare la seconda linea di raffinazione dei rifiuti, questo ci darebbe la possibilità di realizzare il trattamento di 200 tonnellate al giorno aggiuntive». In pratica, come detto, i tmb verrebbero declassati a tritovagliatori, ed eliminando un passaggio nella raffinazione si recupererebbero tempo e volumi per trattare maggiori quantità. Il presidente Ama ha poi anticipato per agosto «un piano straordinario di pulizia ed igienizzazione delle strade». Altro punto di scontro, l’ecodistretto che Ama ha localizzato a Ponte Malnome. Fortini, che si è presentato alla Pisana col masterplan dell’opera, già presentata qualche giorno fa ai residenti di Malagrotta e del resto annunciata in Campidoglio due settimane fa, è stato però frenato dall’assessore Marino, che non sembra più troppo convinta. «L’assessore - hanno assicurato Veloccia e la Maltese, presidenti dei municipi XI e XII - ha condiviso le nostre posizioni circa la mancanza assoluta delle condizioni per la realizzazione di un ecodistretto a Ponte Malnome». Le incognite restano. Anzitutto sui numeri effettivi della raccolta differenziata a Roma. La Marino, l’altro giorno, ha spiegato che «Roma produce ogni giorno 4.500 tonnellate di rifiuti, circa 3.300 sono indifferenziati»: molti consiglieri hanno fatto notare che, con questi dati, la differenziata si aggirerebbe sul 26% e non sul 40% come invece si continua a sostenere. Altro nodo, la discarica di servizio di Roma dopo che la Marino ha ammesso di valutare anche siti al di fuori dei confini comunali: «La soluzione della discarica di Falcognana è tramontata quando Roma ha scelto di portare fuori i suoi rifiuti - ha chiarito Civita - Come è giusto che la Regione aiuti Roma è altrettanto giusto che Roma faccia una parte del suo dovere, negli altri bacini ci sono già impianti di smaltimento e quindi è importante che anche Roma faccia uno sforzo».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.