«Questo è un lavoro fatto col cuore, un dono a tutti coloro che ci hanno sostenuto nel corso degli anni». Così si è espresso il chitarrista Jean-Paul Maunick, in arte Bluey, a proposito del nuovo album degli Incognito «Amplified soul», il sedicesimo della band inglese. Il disco, pubblicato a giugno, è stato anticipato dall’irresistibile groove di «Hats (Make Me Wanna Holler)», che segna il gradito ritorno nel gruppo di Tony Momrelle, per alcuni critici il «nuovo Stevie Wonder». Un paragone impegnativo ma calzante, visto il suo inconfondibile timbro e la sua eccezionale capacità di modulare la voce come uno strumento. Dal 1979, anno del loro debutto discografico con l’innovativo «Jazz Funk», fino all’ultimo lavoro in studio sono trascorsi trentacinque anni, nei quali più di cento artisti si sono alternati nella formazione. Non è mai cambiato lo stile musicale e non è mai cambiato il cervello, il cuore e l’anima degli Incognito: il chitarrista Jean-Paul Maunick. Sono pochissimi i gruppi che sono riusciti a restare saldamente nei piani alti delle classifiche per oltre tre decenni, rimanendo fedeli al proprio sound e continuando a produrre album di grande qualità, senza mai avere cadute di stile. È difficile immaginare l’acid jazz senza gli Incognito e viceversa. Questo genere, che ha avuto un boom all’inizio degli anni Novanta, è un felice incontro tra il calore del soul, l’energia del funky e il virtuosismo del jazz, in cui i fiati, il basso e la chitarra hanno un ruolo centrale. Una musica coinvolgente, ballabile ed emozionante, che mette d’accordo almeno due generazioni, specie chi ha amato il funky suonato negli anni Settanta da Earth, Wind & Fire, Kool & the Gang e Chic. I concerti degli Incognito hanno un’unica certezza: è impossibile restare seduti al proprio posto. Festival Eutropia - L’altra Città, largo Dino Frisullo (Campo Boario), stasera ore 22, info 06/97602968.
Incognito, i padrini dell’acid jazz
«Questo è un lavoro fatto col cuore, un dono a tutti coloro che ci hanno sostenuto nel corso degli anni». Così si è espresso il chitarrista Jean-Paul Maunick, in arte Bluey, a proposito del nuovo...
