Roma Capitale

Giallo sull’agguato «Predator» dal pm

A novembre il pugile era stato fermato dopo una rissa

Sarà ascoltato nuovamente dagli inquirenti nei prossimi giorni, Mirco "Predator" Ricci, il confermatissimo campione dei mediomassimi italiani di boxe rimasto ferito, nella notte tra venerdì e sabato, da un agguato a colpi di pistola mentre si trovava a bordo di un’utilitaria, di ritorno dal match che lo aveva visto primeggiare contro Lorenzo Di Giacomo. L’atleta, colpito ad una gamba ed ai glutei da due dei cinque proiettili esplosi dal commando di fuoco a bordo di uno scooter, è ancora ricoverato al policlinico Gemelli, ma le sue condizioni non sono considerate gravi e il ritorno sul ring potrebbe avvenire in tempi piuttosto stretti. Ma se la dinamica dell’agguato è apparsa da subito chiarissima agli investigatori – uno scooter con due persone dal volto coperto da caschi e bandane che si affianca nel traffico del week end a due passi da Ponte Milvio, una delle zone più movimentate della movida romana – resta ancora il buio fitto sui motivi di questa aggressione a mano armata che avrebbe potuto causare una strage, considerato che il boxeur viaggiava in auto con altre tre persone, tra cui sua sorella e la sua fidanzata. Il pm Francesco Scavo, titolare dell’indagine, ha aperto un fascicolo per tentato omicidio: fascicolo che però non vedrebbe, al momento, alcun indagato. Tutte le piste restano aperte e forse una nuova testimonianza di Ricci – che potrebbe essere ascoltato in Procura subito dopo la sua guarigione – potrebbe aiutare gli inquirenti a capire cosa ci sia sotto l’ennesimo assalto a mano armata nel cuore di Roma. Tra le ipotesi che restano al vaglio degli investigatori, la rissa che nel novembre scorso ha coinvolto lo stesso Ricci all’uscita da un locale dopo una serata. Proprio per quella rissa, infatti, il campione di boxe era stato arrestato la settimana scorsa salvo poi, dopo quattro giorni di domiciliari, essere scarcerato dal Gip: Ricci infatti avrebbe negato l’ipotesi che al centro della rissa, che vide l’antagonista del boxeur finire in ospedale con una mandibola sottosopra, ci fosse un tentativo di rapina, raccontando al giudice di conoscere da tempo l’improvvisato sparring partner del campione dei mediomassimi. Ricci ha poi aggiunto di avere incontrato l’uomo qualche giorno dopo la rissa e di essersi chiarito con lui. Sembra invece rimanere in seconda fila l’ipotesi, filtrata nelle prime ore successive al ferimento, di un regolamento di conti legato al mondo della droga. I carabinieri intanto stanno passando al setaccio il passato recente dell’atleta così come continuano a guardare con attenzione i filmati registrati a Caracalla durante il match per la riconferma del titolo italiano e quelli delle telecamere di sicurezza installate nei paraggi dello stadio Olimpico, dove il commando di fuoco ha colpito sotto la cintura il campione.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.