Roma Capitale

Acqua all’arsenico, multe salate dalla Ue

Da Nepi a Formello sono 37 i centri nel Lazio oggetto di infrazione

In 37 aree del Lazio l’acqua non è a norma a causa dell’elevata presenza di arsenico e fluoro. L’allarme è stato lanciato dalla Commissione europea che ha aperto una procedura di infrazione contro l’Italia «per la sua incapacità di garantire che l'acqua destinata al consumo umano sia conforme alle norme europee». Torna l'incubo dell'acqua all'arsenico nel Lazio, dopo il caso dell'Arsial scoppiato lo scorso febbraio. Dal 2001, da quando la direttiva dell’acqua potabile 98/83/EC ha imposto agli Stati membri di controllare i parametri microbiologici e chimici dell'acqua, come ad esempio l’arsenico il cui valore massimo di 50 µg/l (microgrammo per litro) è stato ridotto a 10, l'Italia ha chiesto tre deroghe, durante le quali si sarebbe dovuto intervenire sui valori fuori norma. I parametri dell’arsenico superano il limite a Bagnoregio, Blera, Bolsena, Campagnano di Roma, Canino, Capodimonte, Capranica, Carbognano, Celleno, Civita Castellana, Civitavecchia 2, Civitella d'Agliano, Corchiano, Fabrica di Roma, Farnese, Formello/Sacrofano/XX Municipio, Gradoli, Grotte di Castro, Lubriano, Marta, Mazzano Romano, Montefiascone, Nepi, Ronciglione, San Lorenzo Nuovo, Soriano nel Cimino, Sutri, Tarquinia, Tuscania, Vallerano, Velletri, Vetralla, Vignarello, Villa San Giovanni in Tuscia, Viterbo, Vitorchiano. Sono 18 le zone in cui i valori del fluoro sono fuori norma: Bagnoregio, Bolsena, Campagnano di Roma, Celleno, Civita Castellana, Fabrica di Roma, Farnese, Gradoli, Graffignano, Grotte di Castro, Marta, Montefiascone, Nepi, San Lorenzo Nuovo, Sutri, Tuscania, Vetralla, Viterbo. «La nuova Giunta da marzo 2013 ha operato in maniera tempestiva per risolvere l'annosa questione - spiegano dalla Regione - Stiamo gestendo un piano di 36 milioni per la provincia di Viterbo». Due le fasi. «La prima, quasi conclusa, ha riguardato i Comuni aderenti al gestore unico Talete spa e non, caratterizzati dalla presenza di acque con concentrazione di arsenico superiore a 20 µg/l - dicono dalla Pisana - attraverso la realizzazione di 34 potabilizzatori in 18 comuni per 13 milioni di euro. La seconda fase prevede in 35 comuni con valori di arsenico compresi tra i 10 e i 20 microgrammi/litro la realizzazione di 49 potabilizzatori, per cui la Regione ha stanziato 24.235.000 euro». La Pisana ha deciso di «impegnare fondi europei per 110 milioni di euro nella creazione di nuove connessioni tra acquedotti finalizzate alla miscelazioni di acque provenienti da siti diversi». L'Associazione italiana medici per l'ambiente (Isde) è preoccupata per «l'aumento di malattie che sospettiamo legate a questo problema» spiega Antonella Litta, referente per la zona di Viterbo.

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