Chiusa per acquazzone, di un mese fa. Non è ancora tornata alla normalità la situazione a Villa Torlonia, dove continua il censimento di piante ed alberi per valutarne lo stato di salute ma tardano i lavori di rimozione di rami e interi tronchi caduti, fino a sabato ancora presenti sui marciapiedi di via Nomentana. Con tre quarti della villa storica transennati, i visitatori a rischio e pericolo loro e del Comune - puntualmente scavalcano: «Nel weekend si popola, ed anche per accedere al teatro tutti oltrepassano le barriere - commenta Giuliano Pintus, storico portiere di una palazzina di via Nomentana angolo via Zara - la situazione è desolante, interi alberi lasciati a terra da più di tre settimane». Il punto interrogativo riguarda, poi, anche Serra Moresca, infestata di erbacce nonostante il recente restyling. Il maltempo di metà giugno, acquazzoni e vento forte, ha provocato danni un po’ ovunque, strage di verde ed alberi a villa Borghese, villa Ada, da piazzale della Radio a Prati passando per Ostiense. A villa Torlonia in particolare il servizio giardini del Comune di Roma ha optato per la soluzione più drastica, chiusura totale del parco, disposta il 16 giugno, e di conseguenza anche di musei, Teatro di Villa Torlonia, ludoteca e caffetteria all’interno, e sospensione delle relative rassegne. Da allora, come detto, le attività di ripristino proseguono molto a rilento. Riaperti musei e caffetteria, le prime transenne che in teoria dovrebbero impedire l’accesso al pubblico nella parte che si affaccia su via Siracusa, ingresso anche questo chiuso, spuntano all’altezza della Casina delle Civette. Sbarrata anche la facciata posteriore del Teatro, fresco di inaugurazione (dicembre 2013) dopo infiniti anni di inerzia e 9 milioni di euro impegnati per il restauro: la rete di recinzione posteriore è divelta, con ogni probabilità a causa della caduta dei tronchi che infatti popolano l’intero spiazzo verde. La gente comunque non manca: «Gliel’ho detto che tutti scavalcano!», notano Pintus e la moglie, Siegrun, che assieme ad un gruppo di residenti si sentono un po’ «la famiglia della villa, che però resta chiusa per il 75%: visto che è molto frequentata e che siamo in estate, non dovrebbe essere lasciata in queste condizioni, come villa Paganini». Dall’altro lato della strada, a villa Paganini appunto, il problema è la mancanza d’acqua: i laghetti, ormai sostituiti da foglie e cartacce, hanno sete, «l’impianto di pompaggio non funziona più da sette mesi, nessuno l’ha mai aggiustato». Tornando a villa Torlonia, non può passare inosservato il "curioso" caso di Serra Moresca, uno spettacolo storico abbandonato al degrado. La conclusione dell’opera di restauro, in realtà, ha coinciso con quella del teatro, dalla fine dell’anno scorso però il sito resta chiuso: cancelli sbarrati, erba alta un metro, un solo lampione (acceso h24) illumina a vuoto. Come fanno sapere dalla soprintendenza di Roma Capitale, si sarebbe in attesa dell’approvazione del bilancio comunale per ufficializzarne l’utilizzo, l’idea è quella di destinarla in concessione ma ancora i dettagli su chi gestirà cosa, all’interno, non vengono svelati. Sui ritardi nella sistemazione del parco, dall’assessorato all’Ambiente precisano invece che la «riapertura totale del parco è questione di giorni: mentre si completerà il censimento delle piante per verificare il loro stato di salute saranno rimossi i rami e gli alberi caduti, entro lunedì le operazioni dovrebbero essere concluse».
L’acquazzone è passato ma il parco resta chiuso
Incuranti del pericolo i frequentatori oltrepassano le recinzioni ed entrano
