Roma non è San Pietroburgo in quanto a pulizia cittadina. A sottolinearlo è stato, con un tweet fulminante, Bruno Vespa dalla sua vacanza nella città russa dove non c'è “un solo rifiuto in strada”. Il giornalista ha fatto pervenire all'indirizzo del sindaco Marino tutto il suo sdegno: “Mi vergogno di vivere a Roma”, ha scritto sul social network. A causare la sua denuncia sono stati i cassonetti straripanti, l'immondizia lasciata a marcire per giorni, i cumuli di spazzatura abbandonati a se stessi sotto il sole cocente dell'estate romana. Una situazione che ha raggiunto livelli di guardia. I cittadini della Capitale sono i primi a farne le spese. In tanti hanno rivolto le loro denunce alle autorità preposte al controllo. Tra queste si è mossa oggi l'Autorità di garanzia per gli scioperi, che da mesi riceve “numerose lamentele che denunciano lo stato di crisi in cui versa il servizio di smaltimento dei rifiuti urbani nella città di Roma”. Il garante, Roberto Alesse, scrive così in una lettera che ha inviato ai vertici di Ama, chiedendo spiegazioni sulle cause del mancato funzionamento della raccolta, che sta causando un “danno all'utenza in un settore particolarmente delicato, in quanto riconducibile alla salvaguardia dei diritti fondamentali delle persone”. L'Autorità per gli scioperi ha informato il primo cittadino della lettera inviata all'Ama. Da quando la discarica di Malagrotta ha chiuso i battenti il primo ottobre scorso - “una grande buca dove è stato buttato di tutto” negli ultimi 50 anni, l'ha definita Marino – la situazione è in continua emergenza. Ai primi di aprile il sindaco aveva invocato l'aiuto del governo e la nomina di un commissario speciale per la situazione rifiuti. Il “patron della monnezza” capitolina, Manlio Cerroni, è stato arrestato. E oggi i nodi vengono al pettine. Roma va avanti con i due Tmb dell'Ama a Rocca Cencia e Salaria, i due Tmb e il tritovagliatore di Cerroni ancora attivi a Malagrotta e Rocca Cencia, il centro di compostaggio a Maccarese, i termovalorizzatori di Malagrotta e Colleferro e gli impianti di trattamento in Emilia e Piemonte. Ma tutti questi impianti sono appena sufficienti. Basta un guasto o il blocco temporaneo per una necessaria manutenzione a mandare in tilt il sistema. Esattamento quello che è successo a Rocca Cencia lo scorso weekend, quando è stato necessario sostitire un cilindro usurato, operazione che ha impedito all'impianto di funzionare. L'assessore all'Ambiente, Estella Marino, ieri mattina ha effettuato una serie di sopralluoghi nelle zone più critiche della città dove è stato avviato il nuovo modello di raccolta differenziata. (Ostiense, Marconi, Monteverde, Via Carini, Via dei Quattro Venti, Ponte Milvio, Piazza Risorgimento, Tor Pignattara, Pietralata). L'assessore ha spiegato che l'aggravarsi della situazione negli ultimi giorni è dovuto soprattutto alla “forte pressione sugli impianti Tmb e alla rigidità del relativo sistema di impianti per il trattamento". Estella Marino ha spiegato che la crisi nella raccolta è a macchia di leopardo, interessa solo alcune zone della città; e ha rassicurato che presto si tornerà alla normalità.
Rifiuti in strada a Roma, il garante degli scioperi vuole spiegazioni
L'Autorità scrive all'Ama e a Marino: la mancata raccolta viola i diritti fondamentali delle persone
