Roma Capitale

Bus turistici a Prati Il Tar congela il piano del Comune

I torpedoni riconquistano gli stalli a via Leone IV e viale Giulio Cesare

Gli operatori dei bus turistici vincono la prima battaglia. Un'ordinanza del Tar del Lazio, infatti, sospende una parte del piano pullman del Comune e ripristina gli stalli a via Leone IV e viale Giulio Cesare. La notizia è stata data dal sindacato di settore, l'Emet, che aveva effettuato il ricorso. Ora, il tribunale amministrativo dovrà pronunciarsi sulla richiesta di annullamento del provvedimento di Roma Capitale, anche se l'arrivo della sospensiva già lascia intendere quale potrebbe essere l'orientamento dei giudici. Solo dopo la sentenza, Roma Capitale potrà decidere se impugnare a sua volta il provvedimento facendo ricorso al Consiglio di Stato. I noleggiatori si erano opposti sin dall'inizio alla soppressione dei due stalli, che risultavano strategici in virtù della loro estrema vicinanza con il Vaticano. E, in effetti, in questi mesi il caos nel quartiere Prati era paradossalmente aumentato. La stragrande maggioranza dei torpedoni, interessati quasi esclusivamente al turismo religioso ed alla presenza alle udienze papali del mercoledì e del sabato, confluivano tutti sul Terminal del Gianicolo, che nel frattempo è letteralmente esploso. Non solo. Come diverse inchieste de Il Tempo hanno dimostrato, era saltato anche il sistema relativo alle soste temporanee, con file di bus avvistati per le strade del centro a "fare il giro" prima di poter riprendere il proprio posto negli stalli senza pagare la sovratassa. Per il momento, l'assessore capitolino alla Mobilità, Guido Improta, ha preferito non commentare la notizia dell'ordinanza del Tar. Ma, a quanto si apprende, la cosa non dovrebbe averlo infastidito più di tanto. Anzi. Benché il piano pullman fosse stato votato all'unanimità in Assemblea Capitolina, infatti, la soppressione degli stalli di via Leone IV e viale Giulio Cesare fu inserita nel piano da un emendamento dell'opposizione, firmato dagli attuali consiglieri del Nuovo Centrodestra, Marco Pomarici e Lavinia Mennuni. Si trattò infatti, di una specie di compromesso politico, di quelli che spesso avvengono in Consiglio comunale: io ti faccio passare l'emandamento e tu voti il piano in maniera che possa avere la legittimità unanime dell'Assise. E' proprio per questo motivo che, probabilmente, anche in caso di ripristino definitivo dei due stalli, il Campidoglio non ha alcun interesse a ricorrere al Consiglio di Stato. Dunque, tutti contenti? Non proprio. Il presidente del sindacato Emet, Andrea Genovese, ha definito la sospensiva «una grande vittoria» anche un’occasione per «riprendere il dialogo con l'amministrazione». Ma l'attenzione viene mantenuta alta. «Lunedì 14 - afferma il rappresentante degli operatori - ci riuniremo in assemblea per stilare un elenco di modifiche da richiedere al Comune. Ci sono molti temi da affrontare, come quello della doppia tariffa per le giornate di udienza papale e le soste a tempo». I noleggiatori ci tengono a ricordare che «noi siamo operatori, ma siamo anche cittadini romani. Il ripristino di questi due stalli abbasserà il tasso di inquinamento, ma si può fare di più senza danneggiare l'economia della nostra città. Con i nostri "bestioni" forse portiamo qualche disagio alla viabilità, ma anche tanto turismo e indotto per i commercianti. Vogliamo collaborare con la Giunta comunale per migliorare e crescere tutti insieme».

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