Roma Capitale

«Salvi i dipendenti della Multiservizi»

L’assessore Cattoi: proroga di un anno e gara internazionale per la vendita delle quote Ama

Lacrime, abbracci e foto di gruppo con l’assessore alla Scuola, Alessandra Cattoi. Un’emozione vissuta in Aula Giulio Cesare dai lavoratori della Multiservizi, pronti a trascorrere la terza notte a Palazzo Senatorio, e i consiglieri di maggioranza e opposizione, "al fianco" di chi rischiava di perdere il lavoro tra pochi giorni: si blocca il cambio appalto con il Consorzio Nazionale Servizi. «Sollevata» ma non troppo, la Cattoi. Assessore, finalmente la garanzia che i dipendenti della Multiservizi non perderanno il posto di lavoro. «Abbiamo ricevuto la risposta da parte del Cns alla nostra richiesta di venerdì di tutela di tutti i posti di lavoro. Una garanzia che il Consorzio non è in grado di fornire». Scusi, non c’è voluto un po’ troppo tempo? «Abbiamo avviato tutte le verifiche necessarie, e non è stato facile avere dalla Multiservizi l’allegato dell’elenco completo dell’organico». Nel particolare quanti sarebbero stati gli esuberi? «Il Cns avrebbe garantito i lavoratori dal primo al quarto livello, includendo anche i cuochi, mentre sarebbero rimasti fuori dal quinto all’ottavo, vale a dire impiegati e amministrativi, per un totale di circa 250 persone. Non mi sembrano numeri esagerati rispetto al totale di 2.553 dipendenti, ma avevamo detto, sin da subito, che avremmo tutelato tutti». Adesso cosa accadrà? «La strada maestra è quella della gara con la proroga tecnica ma chiederemo alla Multiservizi di applicare le tariffe Consip. L’Ama dovrà mettere in vendita il 51% delle quote di proprietà, così come impone la legge. Si tratta di una gara internazionale, per la quale occorrerà del tempo. Considerato che i servizi scolastici riprendono a settembre e che non sarebbe affatto auspicabile un cambio di servizi ad anno scolastico in corso, chiederò che la proroga sia di un anno». E poi? «Chiederemo sempre la clausola sociale per la salvaguardia dei posti di lavoro, ma non mi sento completamente sollevata». Lo spettro di perdere il lavoro per i dipendenti della Multiservizi resta: si può vincere la gara con la tutela dei lavoratori ma mandarli a casa dopo un po’. «Di questo i lavoratori sono consapevoli. Il mio auspicio è che la Multiservizi colga invece una straordinaria occasione di crescita e rilancio». La «querelle» ha portato a uno strappo importante tra Giunta e Assemblea. Una frattura politica sanabile? «Che ci sia stato uno strappo non mi sento di dirlo. Con consiglieri il dialogo è sempre rimasto aperto. Forse si poteva evitare di creare allarmismo tra i lavoratori, stressarli fino al punto di occupare l’Aula. Oggi (ieri ndr) una di loro è stata persino colta da malore». Ma c’era bisogno di spingersi a tanto? «Delle responsabilità ci sono. La scadenza del contratto Multiservizi c’è stata nel 2012, la proroga al luglio 2013. Chi c’era prima di noi evidentemente non si è assunto responsabilità. Noi ce le siamo prese tutte». Si chiude comunque una fase difficile, e da un certo punto di vista drammatica, soprattutto per chi rischiava di perdere il lavoro. Dormirà più serena stanotte? «Io non ho dormito in Aula come i dipendenti di Multiservizi ma torno a casa più tranquilla, pensando a ciò che mi hanno detto stasera: almeno siamo in pista».

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