Il loro scopo istituzionale è quello di prestare assistenza socio-sanitaria e beneficenza a minori e anziani emarginati, nei fatti però gli Istituti di Santa Maria in Aquiro la "beneficienza" sembrano concederla a chi non ne avrebbe bisogno. Il Senato, Metro C spa e il ministero dell’Interno sono alcuni degli inquilini a cui l’Isma concede, a canoni agevolati, una porzione del proprio ricco patrimonio immobiliare. In un esposto inviato alla Corte dei conti è spiegato come si è arrivati ad affittare a prezzi di favore, ville, palazzi e negozi nel centro storico di Roma. Metro C spa, in cambio dell'esproprio temporaneo del giardino di Palazzo Rivaldi, a pochi passi dal Colosseo, aveva promesso di corrispondere all'Isma 700 mila euro annui per sei anni, oltre a un milione da pagare alla fine della realizzazione del tunnel. «Ad oggi tale importo è stato messo in discussione dalla Metro C - si legge nell’esposto - ed è stata indicata come probabile la cifra di circa 150 mila euro annui, pur senza aver cambiato il progetto». Per lo stabile di 1.200 metri quadrati in via Marco Aurelio 35, invece, il ministero dell’Interno versa un’indennità di occupazione pari a 22.904 euro mensili, che dovrebbe raddoppiare con la stipula di un vero e proprio contratto di locazione. In cambio, però, il Viminale ha chiesto un cambio di destinazione d’uso. «Le trattative sono ferme da circa due anni - si legge nell’esposto - e attualmente il Ministero è moroso per 602 mila euro». Vi è poi il caso dell’isolato compreso tra via della Guglia, via dei Pastini, piazza Capranica e via in Aquiro, composto da appartamenti, uffici e una chiesa consacrata locati al Senato della Repubblica. «Il 9 gennaio è arrivata all’Isma una richiesta di rinegoziazione del contratto in maniera che il Senato avrebbe l’immobile per 40 anni a canone zero». In numerosi passaggi dell’esposto compare il nome dell’ex presidente Guido Magrini (che l'anno scorso è stato nominato da Zingaretti a capo della direzione regionale Politiche sociali): «Magrini e il suo vice Salvatore Doddi hanno fatto in modo che l’unica società di riferimento per la gestione dei tre centri Alzheimer fosse la cooperativa Pegaso, imponendo all’Isma di anticipare i soldi per Roma Capitale». Lo scorso 21 gennaio la sezione di controllo per il Lazio della Corte dei conti ha chiesto ai vertici dell’Isma una «dettagliata relazione sulla situazione economico-finanziaria dell'Ipab», in cui venisse specificato l’elenco degli immobili a reddito e di quelli sfitti, l’elenco degli affittuari in regola e di quelli morosi. Lo scopo è verificare l’impatto sulle finanze della Regione dei programmi di assistenza socio-sanitaria in cui l’ente si è impegnato. Se nel referto conclusivo dovesse emergere che la gestione dell’ente ha comportato un danno erariale, il fascicolo potrebbe passare sul tavolo della procura contabile. Una procedura ben conosciuta dal segretario generale dell’Isma Sergio Basile, che, prima di diventare capo di gabinetto dell’ex sindaco Gianni Alemanno, è un magistrato della Corte dei conti. Alla nostra richiesta di delucidazioni sull’attuale situazione finanziaria del Santa Maria in Aquiro, Basile ha preso tempo, spiegando che la sua nomina risale allo scorso 14 aprile.
Senato e Viminale non pagano l’affitto
Sotto i riflettori anche la gestione dei tre centri Alzheimer della Capitale
