Roma Capitale

Apette e chioschi in centro vietati per legge

Il provvedimento dimezza gli obblighi da 300 a 124. Presidi sanitari nei centri commerciali

Un presidio sanitario in ogni centro commerciale, lotta all’abusivismo, mai più camion bar nelle aree di pregio. Era attesa da più di 10 anni, ora il testo della nuova legge regionale sul commercio è scritto e promette cambiamenti importanti anche in tema di semplificazione e decentramento ai Comuni per migliorare la programmazione e l’innovazione. Non a caso è stata accolta in modo positivo dalle associazioni di categoria che hanno evitato polemiche e si sono concentrate, semmai, su eventuali migliorie da apportare. Il cammino della legge, infatti, non è certo completato. Ieri il presidente della Regione Nicola Zingaretti ha presentato la bozza della legge che entro il 29 luglio sarà approvata dalla Giunta mentre la discussione in Consiglio partirà subito dopo l’estate. Il provvedimento riduce gli articoli dell’attuale legge da 300 a 124. PRESIDI SANITARI Tra le novità più importanti ci sono i presidi sanitari di pronto soccorso all’interno dei centri commerciali superiori ai 10 mila metri quadrati. È ancora vivo il ricordo del piccolo Francesco che è soffocato a causa di un hot dog nel ristorante di Ikea, senza che nessuno intorno a lui fosse in grado di mettere in atto le manovre di disostruzione. Da qui l’esigenza, ribadita anche da Zingaretti,«di dotare le strutture commerciali superiori ad una certa metratura, di postazioni di primo soccorso. Ascoltando i centri commerciali abbiamo capito che da parte loro c'era disponibilità e così abbiamo inserito questo obbligo nel testo unico». Si sta provando addirittura a fare anche prima della legge. «La Regione sta valutando se con i poteri commissariali in capo al presidente della Regione, sarà possibile anticipare questa soluzione con un decreto commissariale per cui, tra qualche mese, sarà obbligatorio per le strutture sopra i 10 mila mq avere o un'ambulanza o un punto di primo soccorso». PRINCIPIO DI EQUIVALENZA Il Testo lo abolisce. In pratica, quando si sposta un esercizio commerciale mobile non c'è più l'obbligo di garantire una nuova postazione che abbia lo stesso valore commerciale di quello precedente. Con la nuova legge non esisteranno più norme regionali che impediscono a un Comune di spostare camion bar da strade e piazze di pregio; ai Comuni sono quindi assegnati pieni poteri sul commercio su aree pubbliche. VIA I CAMION BAR DAL CENTRO Importante il divieto scritto nero su bianco di esercitare il commercio itinerante nei centri storici dei Comuni superiori a 30 mila abitanti. Roma ci rientra in pieno e spetterà agli amministratori individuare le aree dove estendere il divieto. È presumibile che per la Capitale il divieto di fermarsi con apette e chioschi su ruote riguarderà monumenti e siti archeologici più importanti. L'assessore al commercio Marta Leonori ha precisato: «Questo strumento in realtà era stato inserito anche nella proposta di legge regionale di conferimento di poteri a Roma Capitale, che dovrebbe essere varata nelle prossime settimane dalla Pisana. Nel frattempo stiamo lavorando anche sulla base del decreto Franceschini, su turismo e beni culturali e in modo molto serrato con il tavolo del decoro che in realtà, dopo aver fatto una ricognizione di tutte le autorizzazioni del centro storico, verificherà anche la compatibilità con le aree monumentali e con le principali piazze». SUAP E SCIA Aumentano le possibilità di ricorrere alla Scia (segnalazione certificata inizio attività), per cercare di sveltire le pratiche amministrative di nuove aperture, subingressi in attività già esistenti, cessioni di attività. Così come, altro cambio di passo importante, il Suap (sportello unico delle attività produttive) diventa unico vero punto di riferimento per ciascuna pratica in capo alle imprese, attraverso una piattaforma telematica unitaria. LOTTA ALL'ABUSIVISMO La Regione si impegna a sostenere le azioni a contrasto dell'abusivismo attraverso la promozione di protocolli d'intesa con Comuni, reti d'impresa, associazioni e autorità prefettizie, finanziando campagne, azioni e progetti di educazione per i consumatori e promuovendo specifici progetti proposti dalle associazioni imprenditoriali. EDICOLE Il Testo prevede la possibilità per le edicole di vendere anche bevande imbottigliate e prodotti alimentari non sottoposti a particolare forma di conservazione entro, però, il limite massimo del 30% della superficie disponibile all'interno del punto vendita.

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