Roma Capitale

Multiservizi, in ginocchio per lavorare

L’Ad Ama in commissione Bilancio sulla vicenda del contratto non rinnovato: «Una scelta tutta politica». A rischio almeno 700 posti

Spacchettare Roma Multiservizi e cedere il solo appalto scolastico al Consorzio privato Cns, attraverso la piattaforma governativa Consip, è stato «un atto di indirizzo specifico di Roma Capitale». Evitabile? Sì, se si fosse proceduto per tempo ad avviare una gara a doppio getto «per la quale però ci vorrebbero fra i 7 e i 10 mesi». Tradotto: una scelta politica. Lo conferma a chiare lettere Daniele Fortini, Ad di Ama, la municipalizzata proprietaria del 51% della società nata nel 1994, audito ieri mattina in Commissione capitolina Bilancio, davanti a una delegazione dei 2.553 dipendenti coinvolti nei servizi di bidellato, pulizie e piccola manutenzione nei plessi comunali. Persone che rischiano parte del salario e, molti di loro, il posto di lavoro. L’assessore alla Scuola, Alessandra Cattoi, infatti, in vista della scadenza al 31 luglio della proroga sul servizio scolastico, ha preferito assegnare il servizio alla stazione appaltante governativa, ma dall’altra parte il Campidoglio dovrà comunque ordinare ad Ama la vendita di Roma Multiservizi, oggi svuotata della sua commessa principale, costringendola di «ridisegnare il perimetro (i servizi svolti, ndr ) al fine di valorizzarla». Ma perché non cederla così com’era, evitando anche la dispersione della forza lavoro? «È Roma Capitale – spiega Fortini – che dice ad Ama qual è il perimetro da mettere sul mercato e quali servizi cedere». Perplessità diffuse da parte dei membri di Commissione, a cominciare dal presidente Alfredo Ferrari (Pd). Ma potrebbe essere tardi: «Mancano 40 giorni alla scadenza dell’appalto – afferma Fortini – e questa è una gara da 7-10 mesi. Servirebbe una nuova proroga giustificata da bando, ma la valutazione spetta all’Avvocatura capitolina». Il risultato è che ci sarebbero circa 600-700 lavoratori (1800 sui 2553 totali) che Cns non riconoscerebbe nell’appalto. «Cns è obbligata per legge ad assumere tutti», tuona però l’ad di Ama. La questione occupazionale è preminente. E lo dimostra anche il dramma di alcune lavoratrici, che al termine della riunione si sono rivolte in lacrime ai consiglieri. Poi c’è il tema economico. Il consigliere di Anp, Ignazio Cozzoli, ha annunciato un esposto alla Corte dei Conti. Fortini ha cercato di rassicurare, spiegando che «ad oggi non c’è alcun danno insorgente per Ama» e che «la gara per il 51% di Roma Multiservizi vale 13,5 milioni di euro», attraverso una valorizzazione che comprenderebbe, in pratica, l’esternalizzazione di servizi come ad esempio la raccolta dei rifiuti porta a porta, lo spazzamento dei cassonetti, gli interventi post-incidenti e altre attività minori. Infine, il caso Luca Giansanti. Come rivelato ieri da Il Tempo , il capogruppo della Lista Marino è un dipendente del Cns e per lui potrebbe scattare l’incompatibilità ai sensi dell’art. 63 del d.lgs 267/2000. Su richiesta del capogruppo M5S, Marcello De Vito, il presidente della Commissione elettorale, Ignazio Cozzoli, dovrà esaminarne la compatibilità, tenendo conto anche che lo stesso Cns sta incassando rimborsi per le assenze del suo dipendente (2.745 euro per il mese di febbraio). Giansanti ieri pomeriggio è stato duramente contestato dai dipendenti Multiservizi, che da giorni stanno presidiando il Campidoglio.

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