Roma Capitale

Il Supremo alla sbarra, parte il maxiprocesso

Parte giovedì prossimo il primo maxi processo sul «sistema rifiuti» ideato dall’imprenditore Manlio Cerroni. Con il “Supremo” risultano imputati anche l’ex presidente della Regione Lazio Bruno Landi,...

Parte giovedì prossimo il primo maxi processo sul «sistema rifiuti» ideato dall’imprenditore Manlio Cerroni. Con il “Supremo” risultano imputati anche l’ex presidente della Regione Lazio Bruno Landi, Francesco Rando, amministratore unico di molte imprese riconducibili a Cerroni, Piero Giovi, socio di imprese e storico collaboratore di Cerroni, Giuseppe Sicignano, già supervisore delle attività operative condotte presso gli impianti di Cecchina, Luca Fegatelli, già dirigente dell’Area Rifiuti della Regione Lazio e Raniero De Filippis, responsabile del Dipartimento del territorio della Regione Lazio. Nei loro confronti sono ipotizzati, a vario titolo e secondo le singole posizioni, i reati di associazione per delinquere, traffico di rifiuti, attività di gestione di rifiuti non autorizzata, frode nelle pubbliche forniture, truffa, abuso d'ufficio, falsità ideologica e materiale e violazione penale del Testo unico sull’edilizia. Stando alle indagini di questo primo troncone, ci sarebbe stata una gestione illecita dietro le discariche gestite dal “Supremo”, il quale avrebbe avuto anche la compiacenza di una catena di personaggi politici di spessore che lo avrebbero agevolato nelle sue scelte imprenditoriali. Cerroni, più volte, si è detto «innocente», affermando di essere «il migliore nel settore», motivo per il quale sarebbe stato reso un monopolista.

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