Roma Capitale

«Il commissariato l’ospitiamo noi»

La proposta del primo cittadino Cacciotti per salvare i presidi di polizia

COLLEFERRO Tutti in pressing sul Viminale per «arrestare» la smobilitazione della polizia. E la mobilitazione è bipartisan contro il «piano di razionalizzazione delle risorse e dei presidi sul territorio», col quale la direzione centrale del dicastero intende chiudere i commissariati di Colleferro, Frascati e Genzano: «Non ci lasceremo portar via il nostro commissariato- tuona il primo cittadino colleferrino, Mario Cacciotti- Andrò dal questore e dal ministro dell'Interno per affrontare la questione». E il deputato Renzo Carella chiede «un incontro, unitamente ai sindaci interessati, anche con il sottosegretario Bocci, delegato ai problemi della polizia per affrontare quest'argomento». Una questione che, scrive il Viminale, risponde alla «esigenza di una condivisa razionalizzazione della dislocazione dei presidi di polizia sul territorio che tenga in debito conto la conclamata carenza di organico in cui versano le forze dell'ordine e l'attuale congiuntura economica». Non dissimile da quella del settembre scorso, quando il commissariato di Colleferro è stato fatto traslocare nei duemila metri quadrati in affitto della nuova sede di Via Casilina. «Una struttura all'avanguardia, alla quale fanno capo ben 18 Comuni della zona. Come è possibile che, appena 6 mesi dopo, si arrivi addirittura al punto di decidere di sopprimerla?», chiede il sindaco Cacciotti, che avverte: «Se tagli devono esserci non possono essere fatti a danno dei cittadini». Anche perché, ricorda Carella, «a Colleferro c'è un'area industriale di grande valore strategico, ci sono aziende come Avio e Simmel che, per le loro produzioni specifiche (realizzazione di sistemi propulsivi a propellente solido e liquido per i lanciatori spaziali una e produzioni di esplosivi l'altra), bastano a giustificare la presenza di un commissariato di polizia». Un presidio necessitato anche da «un'ampia densità di popolazione e purtroppo con un'incidenza di criminalità anche di tipo mafiosa e camorrista molto alta- sottolinea il parlamentare- non possiamo sguarnire i presidi importanti dello Stato». Ma il Ministero dell'Interno vuole rimettere in ordine i conti di tutte le forze dell'ordine: «l'ipotesi progettuale è stata concertata con il comando generale dell'arma dei carabinieri ed è finalizzata ad una rivisitazione della dislocazione dei commissariati, delle compagnie dei carabinieri e di quelle forze speciali a carattere sussidiario concentrate in alcune sedi e non razionalmente distribuite sul territorio». E allora, come per il mantenimento degli uffici del Giudice di pace soppressi dalla riforma, arriva la contro-proposta del comune: «Si possono fare risparmi anche sulle sedi, chiamando magari i Comuni a sostenere spazi pubblici per ospitare i commissariati- conclude Carella- ma la chiusura mi pare un provvedimento drastico».

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